martedì 7 luglio 2026

Lettera ai bambini.

Cari bambini, cari ragazzi.
Tutte le cose nel mondo hanno un inizio ed una fine, ed il servizio civile, ahimè, è una di queste, ed oggi, proprio oggi, giunge al termine il nostro anno.
Sono stati mesi intensi, bellissimi, strepitosi, pieni di alti e bassi, in cui vi ho visti a volte piangere, a volte ridere, a volte anche arrabbiarvi, ma soprattutto vi ho visti tirare fuori tanta, tantissima grinta e vivacità.
Non c’è stato un giorno in questi lunghi mesi in cui non abbia pensato a voi e a come portare a compimento la mia missione nel migliore dei modi: siete stati il centro dei miei pensieri. Vi voglio ringraziare perché mi avete ricordato ogni giorno che le gioie della vita, in realtà, non hanno un prezzo e si nascondono nella semplicità, anche se noi grandi questo lo dimentichiamo.
Ciò che spero è di avervi lasciato un messaggio, un esempio, una lezione, un insegnamento, un sorriso o un bel ricordo da portare con voi per sempre: per me questo sarebbe il mio più grande successo.
Auguro a tutti voi di trovare la vostra strada e la vostra felicità e di illuminare il mondo intorno a voi, come vi ho visto fare in questo anno.
Ora è tempo di andare, ma vi prometto che questo non sarà un addio, bensì solo un arrivederci: in fin dei conti, si ritorna sempre dove si è stati bene. E questa, per me, è ormai diventata una seconda famiglia, di cui sarà impossibile fare a meno.
Dal profondo del mio cuore: vi voglio bene.
Vostro,
Amadou.

La fine del servizio civile.

Il mio anno di servizio civile è appena giunto a termine. Non farei in tempo ad elencare i tanti momenti belli che ho vissuto nell’arco di quest’ultimo anno.
Ricordo tutte le tappe: la candidatura spontanea, i colloqui, il momento in cui appresi di non essere stato selezionato e anche il momento in cui mi si chiedeva se fossi disponibile per una sede diversa da quella che avevo selezionato.
Firmai il mio contratto in data 18 settembre 2025, ed il primo colloquio coi presidenti dell’associazione dove sono stato dislocato lo andai a sostenere in data 19 settembre: dovemmo spingere metaforicamente sul pedale perché quella sera ero in partenza per Monaco Di Baviera per un concerto già organizzato da diversi mesi. Da lì in poi, è stato un susseguirsi di momenti piccoli e grandi.
Ogni esperienza che ho fatto mi ha arricchito e mi ha lasciato qualcosa dentro: a partire dalla routine quotidiana al doposcuola con i bambini e i ragazzini dell’associazione, fino alle tappe del photovoice di maggio e giugno, senza dimenticare neanche l’esperienza della raccolta alimentare (nel cassetto ancora conservo la pettorina arancione). Davanti agli occhi mi scorrono tutte le immagini di questi ultimi dodici mesi.
Ringrazio tutti coloro che hanno incrociato il mio percorso. Ringrazio il Csv Assovoce per la loro presenza, per il loro impegno, per la loro cura e la loro disponibilità con i giovani volontari del territorio. La loro professionalità è stata insostituibile. Ringrazio l’A.Na.Vo. O.D.V. Di Maddaloni, i presidenti di questa realtà, i volontari senior e la mia collega, con la quale ho condiviso i nove mesi più belli della mia vita recente.
Fare servizio civile all’interno di un doposcuola a contatto coi più piccoli mi ha dato modo di crescere come mai avrei pensato prima d’ora, stimolando in me la voglia di ascoltare e comprendere chi mi sta intorno, perché solo con l’ascolto e la comprensione si può tentare di apportare un sostanziale cambiamento all’interno della società, all’interno del nostro piccolo-grande mondo. Ascoltarsi e comprendersi vicendevolmente significa tendersi la mano gli uni con gli altri, e a giudicare da come sta girando il mondo negli ultimi anni direi proprio che sia la cosa di cui tutti abbiamo maggiormente bisogno.
Ora, al termine di questo lungo viaggio, ei guarda all’orizzonte con un bagaglio di esperienze più carico, più ricco, che sono sicuro saprà darmi gli strumenti per affrontare al meglio tutto ciò che mi attenderà.
Ad maiora!

domenica 5 luglio 2026

Ringraziamenti.

Ebbene sì, siamo giunti al termine di questa sequenza di post e reel dedicati al mio libro Il mio primo Interrail. Ci tengo a ringraziare tutti coloro che hanno supportato il libro, lo stanno supportando e continueranno a farlo nei prossimi mesi e, spero, anni.
Nel libro manca un capitolo dedicato ai ringraziamenti, ma di persone da ringraziare ce ne sono: su tutti i miei genitori che hanno contribuito, seppur in minima parte, a consentirmi di fare questa esperienza folle; mio fratello, i miei amici, le mie ziette preferite.
Alessia, che mi ha ispirato ad usufruire dei servizi di Amazon Kindle, di cui fino all’anno scorso ignoravo completamente le funzionalità; i miei vicini di casa, che hanno ispirato il mio viaggio: i loro racconti sono stati importantissimi per aiutarmi a sviluppare un certo immaginario; simbolicamente Raf Camora, senza il cui concerto a Vienna probabilmente non avrei avuto il pretesto per affrontare questo viaggio con lo stesso spirito.
Grazie di cuore a tutti coloro che mi conoscono e mi supportano nei passi che compio. Siete la mia benzina quotidiana.

sabato 4 luglio 2026

“Capitolo 29. Conclusioni” + “Capitolo 29”.

Cosa mi ha lasciato l’Interrail? Tanto. Mi ha lasciato veramente tanto.

Tanti ricordi, tante emozioni, ma anche tanta consapevolezza in più. Mi ha consentito di scoprire tratti di me e del mio carattere e del mio modo di pormi alle situazioni che accadono che non credevo veramente di avere.

È stato un viaggio arricchente ed educativo al contempo, di cui sono felicissimo, oltre che orgoglioso.

Se l’esperienza dell’Interrail deve essere fatta almeno una volta nella vita? Certo! E questo a prescindere dallo spirito col quale lo si affronta: non conta il posto in cui si alloggia, se un hotel od un ostello, o se si dorme direttamente sui sedili del treno o sulle panchine situate nelle stazioni: un viaggio del genere può veramente cambiare la vita.

 

Io, il mio Interrail, me lo sono vissuto ogni sorso d’aria, metro dopo metro, chilometro dopo chilometro, ed oltre ad averlo vissuto ho voluto anche raccontarlo in un libro che ho pubblicato su Amazon. Chiunque fosse interessato a leggere e scoprire di più, può farlo acquistandolo al seguente link: https://www.amazon.it/primo-Interrail-Amedeo-Komma-Tavolozza/dp/B0FFZLY1FQ/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&crid=3LIYTMLBB5DFR&dib=eyJ2IjoiMSJ9.M7rqgMI6hrDWl1JFFK_JVw.LTSXS81N0fmG7UMIcCtxZ6onKXetHFa00sRfBGJuQGo&dib_tag=se&keywords=il+mio+primo+interrail+komma&qid=1780794552&sprefix=il+mio+primo+interrail+komma%2Caps%2C216&sr=8-1 .

venerdì 3 luglio 2026

“Capitolo 28. Back home” + “Capitolo 28”.

“Back home, back to my roots”, cantava Pino Daniele in uno dei suoi pezzi più belli. Decisi di riprodurlo durante il viaggio di ritorno da Milano a Napoli per dare un tocco più poetico alla fine del mio itinerario.

Come qualsiasi ritorno, anche quello mi stava lasciando da una parte un senso di nostalgia istantanea, e dall’altro un senso di sollievo all’idea di rientrare nel mio mondo, nel mio ambiente, in cui ho le mie radici e tutti i punti di riferimento di cui necessito.

Trovate il Capitolo 28. Back home all’interno del mio libro Il mio primo Interrail che potete acquistare e leggere al link https://www.amazon.it/primo-Interrail-Amedeo-Komma-Tavolozza/dp/B0FFZLY1FQ/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&crid=2V2M8YV1FCJ89&dib=eyJ2IjoiMSJ9.M7rqgMI6hrDWl1JFFK_JVw.LTSXS81N0fmG7UMIcCtxZ6onKXetHFa00sRfBGJuQGo&dib_tag=se&keywords=il+mio+primo+interrail&qid=1766454982&sprefix=il+mio+primo+interrai%2Caps%2C328&sr=8-1 .

giovedì 2 luglio 2026

“Capitolo 27. Lugano” + “Capitolo 27”.

Per chi mi conosce, ciò che sto per scrivere è una cosa scontatissima e risaputa: adoro la Svizzera. Prima di allora, avevo già avuto modo di visitare Zurigo e Basilea in due occasioni differenti, ma non mi era mai capitato di raggiungere il canton Ticino per visitare la città di Lugano. Dopo un breve cambio a Basilea, decisi di raggiungere proprio Lugano, scegliendola come ultima meta estera del mio viaggio. Mai preso scelta migliore di quella. Quella breve sosta in riva al lago è stata una delle cose più chill e rilassanti del viaggio.

Potete trovare tutto il racconto in Capitolo 27. Lugano. Link per acquistare Il mio primo Interrail: https://www.amazon.it/primo-Interrail-Amedeo-Komma-Tavolozza/dp/B0FFZLY1FQ/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&crid=2V2M8YV1FCJ89&dib=eyJ2IjoiMSJ9.M7rqgMI6hrDWl1JFFK_JVw.LTSXS81N0fmG7UMIcCtxZ6onKXetHFa00sRfBGJuQGo&dib_tag=se&keywords=il+mio+primo+interrail&qid=1766454982&sprefix=il+mio+primo+interrai%2Caps%2C328&sr=8-1 .

“Capitolo 26. La discesa verso la Svizzera e il rallentamento delle linee ferroviarie” + “Capitolo 26”.

Sulla Germania, mentre ero ad Amburgo, era venuto a nevicare e non poco. Quando ripartii da Amburgo, dal finestrino del treno vidi tutto il paesaggio bianco e innevato. Per fortuna che a bordo del treno i riscaldamenti erano accesi…

In Capitolo 26. La discesa verso la Svizzera e il rallentamento delle linee ferroviarie racconto dei disagi e dei ritardi che ho dovuto fronteggiare una volta raggiunta la stazione di Francoforte Sul Meno, da dove sarei dovuto partire per raggiungere la stazione di Zurigo dove avrei dovuto trascorrere la nottata. Ma i piani avrebbero preso una piega completamente diversa…

Trovate il capitolo in Il mio primo Interrail, acquistabile al seguente link Amazon: https://www.amazon.it/primo-Interrail-Amedeo-Komma-Tavolozza/dp/B0FFZLY1FQ/ref=sr_1_1?crid=TT8D7E0XZ1N3&dib=eyJ2IjoiMSJ9.M7rqgMI6hrDWl1JFFK_JVw.LTSXS81N0fmG7UMIcCtxZ6onKXetHFa00sRfBGJuQGo&dib_tag=se&keywords=il+mio+primo+interrail&qid=1765767480&sprefix=il+mio+primo+inteerrai%2Caps%2C132&sr=8-1 .