sabato 1 agosto 2026

Altro che Falcone e Borsellino: il governo Meloni sta proteggendo la mafia.

Vi ricordate la Meloni che, col suo solito tono da caciottara, si metteva ad urlare di voler difendere la nazione e di voler combattere la mafia? Chiedendo anche il famoso “aiuto da casa” e quello dello “stato italiano”? Bene.

Quello che sta accadendo in questi giorni circa le indagini sul giro di affari di Mauro Caroccia è uno spettacolo indegno.

Come si è ampiamente detto, a camera ha deciso di negare ai magistrati l’accesso alla corrispondenza tra Caroccia e Delmastro, impedendo di fare luce sul rapporto che univa il prestanome della mafia all’esponente di Fratelli D’Italia (si ricordi che Andrea Delmastro aveva aperto una società con la figlia all’epoca neomaggiorenne del prestanome della mafia). Eppure, qualcosa in realtà non torna, per un principio logico piuttosto elementare: se chi si dichiara contro la mafia e dice di volerla combattere con forza poi decide di impedire lo svolgimento delle indagini (o avalla e difende la decisione della sua maggioranza), forse qualche scheletro nell’armadio lo ha, e teme che possano venire alla luce notizie non proprio piacevoli ed esaltanti. Se la lotta alla mafia viene invocata a parole e poi si ostacolano gli accertamenti richiesti dalla magistratura, quella retorica antimafia perde ogni credibilità. E in tal senso, altro che combattere la mafia: Giorgia Meloni e i suoi scagnozzi non stanno facendo altro che fiancheggiarla.

Forse in Fdi hanno una fifa blu che qualche altarino venga scoperto? Può darsi. Nel frattempo, a metterci del suo c’è stato anche Ignazio La Russa, altro esponente di spicco di questa forza di maggioranza, che conserva nella propria abitazione busti di Benito Mussolini e altri cimeli del ventennio fascista. Non un dettaglio irrilevante: il fascismo, come la mafia, ha rappresentato una delle pagine più oscure della storia italiana, fondandosi sul culto della forza e sulla compressione delle libertà democratiche. Senza vergogna alcuna, Ignazio La Russa ha dichiarato che Paolo Borsellino, se fosse ancora vivo, probabilmente oggi sarebbe un esponente di Fratelli D’Italia: un’uscita piuttosto infelice, soprattutto alla luce di quanto sta avvenendo nella questione Caroccia- Delmastro. Andrebbe ricordato al nostro La Russa che Paolo Borsellino, al quale la nostra premier dice di ispirarsi, ci ha rimesso la vita proprio per combattere con tutti i mezzi che aveva la criminalità organizzata tutta.

E se qualcuno oggigiorno vuole combattere la mafia, non impedisce ai magistrati di acquisire elementi che possano contribuire a chiarire i rapporti tra un prestanome mafioso e un esponente delle istituzioni…

…A meno che non si nutra un forte senso di sfiducia nei confronti dei propri uomini e alleati politici.

“1” + “3” + “4” + “5” + “6” + “7” + “8” + “10” + “11” + “13” + “14” + “15” + “16”.

mercoledì 22 luglio 2026

Doppiopesismo.

Ammazzano due ladri in fuga: “eh, se non rubavano erano ancora in vita”.
Ammazzano un poveretto durante un arresto: “qualcosa avrà fatto per meritarsi quel trattamento”.
Indagano Del Mastro per rapporti con la camorra, la maggioranza fa scudo e: “ma Del Mastro è un perseguitato politico, magistrati zecche comuniste!!1!1!1!”.

Silvia Sardone pronuncia qualcosa di intelligente.

Il giorno in cui Silvia Sardone pronuncerà qualcosa di intelligente, probabilmente sarà il giorno in cui la Terra inizierà a girare al contrario.

sabato 18 luglio 2026

Sulla situazione di Roggero.

Cioè, fatemi capire bene. Tu ammazzi due persone in fuga, ormai già inoffensive, facendoti giustizia privata, con una pistola che neanche avevi diritto di possedere (in quanto ti avevano revocato il porto d’armi per minacce verso il fidanzato di tua figlia), ti condannano, ti danno 14 anni e pretendi pure di ricevere la grazia dal presidente della repubblica? Ma come cazzo stiamo messi in questa nazione?

martedì 7 luglio 2026

Lettera ai bambini.

Cari bambini, cari ragazzi.
Tutte le cose nel mondo hanno un inizio ed una fine, ed il servizio civile, ahimè, è una di queste, ed oggi, proprio oggi, giunge al termine il nostro anno.
Sono stati mesi intensi, bellissimi, strepitosi, pieni di alti e bassi, in cui vi ho visti a volte piangere, a volte ridere, a volte anche arrabbiarvi, ma soprattutto vi ho visti tirare fuori tanta, tantissima grinta e vivacità.
Non c’è stato un giorno in questi lunghi mesi in cui non abbia pensato a voi e a come portare a compimento la mia missione nel migliore dei modi: siete stati il centro dei miei pensieri. Vi voglio ringraziare perché mi avete ricordato ogni giorno che le gioie della vita, in realtà, non hanno un prezzo e si nascondono nella semplicità, anche se noi grandi questo lo dimentichiamo.
Ciò che spero è di avervi lasciato un messaggio, un esempio, una lezione, un insegnamento, un sorriso o un bel ricordo da portare con voi per sempre: per me questo sarebbe il mio più grande successo.
Auguro a tutti voi di trovare la vostra strada e la vostra felicità e di illuminare il mondo intorno a voi, come vi ho visto fare in questo anno.
Ora è tempo di andare, ma vi prometto che questo non sarà un addio, bensì solo un arrivederci: in fin dei conti, si ritorna sempre dove si è stati bene. E questa, per me, è ormai diventata una seconda famiglia, di cui sarà impossibile fare a meno.
Dal profondo del mio cuore: vi voglio bene.
Vostro,
Amadou.

La fine del servizio civile.

Il mio anno di servizio civile è appena giunto a termine. Non farei in tempo ad elencare i tanti momenti belli che ho vissuto nell’arco di quest’ultimo anno.
Ricordo tutte le tappe: la candidatura spontanea, i colloqui, il momento in cui appresi di non essere stato selezionato e anche il momento in cui mi si chiedeva se fossi disponibile per una sede diversa da quella che avevo selezionato.
Firmai il mio contratto in data 18 settembre 2025, ed il primo colloquio coi presidenti dell’associazione dove sono stato dislocato lo andai a sostenere in data 19 settembre: dovemmo spingere metaforicamente sul pedale perché quella sera ero in partenza per Monaco Di Baviera per un concerto già organizzato da diversi mesi. Da lì in poi, è stato un susseguirsi di momenti piccoli e grandi.
Ogni esperienza che ho fatto mi ha arricchito e mi ha lasciato qualcosa dentro: a partire dalla routine quotidiana al doposcuola con i bambini e i ragazzini dell’associazione, fino alle tappe del photovoice di maggio e giugno, senza dimenticare neanche l’esperienza della raccolta alimentare (nel cassetto ancora conservo la pettorina arancione). Davanti agli occhi mi scorrono tutte le immagini di questi ultimi dodici mesi.
Ringrazio tutti coloro che hanno incrociato il mio percorso. Ringrazio il Csv Assovoce per la loro presenza, per il loro impegno, per la loro cura e la loro disponibilità con i giovani volontari del territorio. La loro professionalità è stata insostituibile. Ringrazio l’A.Na.Vo. O.D.V. Di Maddaloni, i presidenti di questa realtà, i volontari senior e la mia collega, con la quale ho condiviso i nove mesi più belli della mia vita recente.
Fare servizio civile all’interno di un doposcuola a contatto coi più piccoli mi ha dato modo di crescere come mai avrei pensato prima d’ora, stimolando in me la voglia di ascoltare e comprendere chi mi sta intorno, perché solo con l’ascolto e la comprensione si può tentare di apportare un sostanziale cambiamento all’interno della società, all’interno del nostro piccolo-grande mondo. Ascoltarsi e comprendersi vicendevolmente significa tendersi la mano gli uni con gli altri, e a giudicare da come sta girando il mondo negli ultimi anni direi proprio che sia la cosa di cui tutti abbiamo maggiormente bisogno.
Ora, al termine di questo lungo viaggio, ei guarda all’orizzonte con un bagaglio di esperienze più carico, più ricco, che sono sicuro saprà darmi gli strumenti per affrontare al meglio tutto ciò che mi attenderà.
Ad maiora!