venerdì 24 aprile 2026

Copertina.

Quando Guccini intonò “Bella ciao”.

Il 25 aprile, ogni anno, non si festeggia solamente la liberazione dell’Italia dall’occupazione nazifascista, ma si festeggia e si celebra la libertà da qualsiasi forma di tirannia e di oppressione, poco importa la latitudine in cui ciò si concretizza.

Nonostante ciò che voglion far credere tanti politici moderni (soprattutto coloro che attualmente siedono ai seggi della maggioranza), la festa della liberazione non è una festa divisiva, in quanto i valori dell’antifascismo non hanno un colore politico, ma uniscono trasversalmente destra e sinistra senza distinzione. Si potrebbe sintetizzare il tutto con la frase che negli ultimi anni si legge spesso online, ovvero: la festa della liberazione è divisiva solo se sei fascista. Inappuntabile.

Era il 2020 quando iniziò a rimbalzare su internet un video realizzato da Francesco Guccini in cui, durante il lockdown dovuto alla pandemia da coronavirus, si immortalò mentre intonava le note di Bella ciao in una nuova versione che fece discutere tanto: infatti, ad un certo punto, Guccini decise di modificare la canzone originale citando esplicitamente coloro che all’epoca erano i principali esponenti dell’opposizione, ovvero Matteo Salvini, Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni, chiaramente definiti “fasci” con tanta lucidità e schiettezza.

Francesco Guccini fu sommerso di non poche critiche e anche qualche insulto per aver semplicemente espresso democraticamente il proprio punto di vista sugli attuali attori principali della politica italiana, andandoli peraltro a inserire in una canzone già di per sé molto discussa e trasformata in un veicolo di propaganda politica da chi, in malafede, la apostrofa come una canzone “di parte”.

Bella ciao in realtà, come si sa, non è una canzone nata esattamente dall’antifascismo, essendo in precedenza un canto popolare intonato dalle mondine che a gran voce richiedevano maggiori tutele e diritti, di cui non godevano mica. Solo in un secondo momento la canzone è stata riadattata per divenire simbolo di libertà durante il periodo della resistenza e della lotta contro il nazifascismo. Sia nel primo che nel secondo caso, comunque, si tratta di una canzone che porta con sé valori universali di dignità, di coraggio, di forza, di umanità e di solidarietà che trascendono da qualsiasi fazione o schieramento politico.

Lo stesso Guccini ha poi registrato una versione in studio di Bella ciao, inserita nel disco Canzoni da osteria uscito nel 2023: in quella versione, Guccini aveva anche chiamato il cantante Ario Navahandi per una parte aggiuntiva ed inedita realizzata in arabo. Oltre a Guccini, si fa fatica ad elencare tutti coloro che hanno fatto proprio questo inno di libertà: tra tutti si ricordano Giorgio Gaber, i Modena City Ramblers, Milva, Francesco De Gregori e Giovanna Marini (questi ultimi tre han realizzato due cover del brano nella versione originale intonata dalle mondine).

martedì 21 aprile 2026

La risposta di Berlunguer sulla domanda provocatoria della fuga.

C’è stato un tempo in cui i politici, anziché abbaiare nei talkshow facendosi perculare da tutta la nazione dotata di raziocinio, erano in grado di essere taglienti con le parole e riuscivano anche domare la lingua italiana. E questo breve video di Enrico Berlinguer lo dimostra palesemente.

martedì 31 marzo 2026

Salvini e la nazionale italiana.

Ma ci avete fatto caso anche voi che da quando Salvini ha smesso di tifare la Spagna e ha iniziato a tifare l’Italia non ci qualifichiamo più manco per errore?

lunedì 23 marzo 2026

Su chi non va a votare.

Oggi pomeriggio sono andato a votare e ho fatto la mia parte (non dico cosa ho votato, è irrilevante saperlo, chi mi conosce sa già cosa ne penso sulla materia), però voglio lanciare una piccola provocazione: perché chi va a votare spesso punzecchia chi autonomamente decide di starsene a casa? Ho amici che la fiducia nella politica l’han persa completamente, e in maniera legittima ha deciso di smettere di recarsi alle urne: possiamo smetterla di considerare chi non vota la causa di tutte le storture politiche? Magari iniziando a interrogarci sul perché certa gente ha smesso di esercitare il proprio diritto? Se non avessimo avuto cinquant’anni di berlusconismo, amichettismo politico, opportunismo, prostituzione ideologica, distruzione culturale, sociale ed economica, investimento in cose futili quali armi e vitalizi a politici vecchi come dinosauri, probabilmente oggi il livello di fiducia da parte del popolo nei confronti delle istituzioni sarebbe bello che saldo. Siamo davvero convinti che la colpa sia di chi ha smesso di votare?