Komma / Trauma Mag / Amedeus Experience
mercoledì 4 marzo 2026
Gli artisti tedeschi si stanno schierando contro l’estrema destra.
Ciò che sta accadendo nello scenario politico internazionale sta destando sempre più preoccupazione, tra guerre che esplodono e si riaccendono in ogni dove ed estremismi politici che conducono ad una polarizzazione sociale sempre più marcata.
Se si pensa che un Donald Trump nel mondo esiste solamente in America si commette un grosso sbaglio e si pecca di ignoranza: Trump riesce a far rumore solo perché a capo della nazione più importante del mondo (o almeno così si racconta), oltre che per l’enorme numero di cazzate che fa e che dice un giorno sì e l’altro pure, ma il suo modo di fare politica e di governare non è un caso isolato, purtroppo.
Non bisogna andare tanto lontani nel tempo e nello spazio: basti pensare che in Germania il partito di estrema destra Afd (con il quale la nostra destra flirta senza pudore) solo pochi mesi fa ha avuto la “geniale” idea (ma più che “geniale” la si potrebbe definire solamente raggelante per lo squallore e la disumanità) di consegnare a tutti i cittadini stranieri della città di Karlsruhe dei finti biglietti aerei di rimpatrio, con la parola “abschiebeticket”, ovvero “biglietto di espulsione” (o “deportazione”, al lettore la scelta). “Remigrazione” è un termine parecchio in voga tra le destre di tutto il mondo, e in Germania non è da meno.
Questo triste e spiacevole episodio risale solamente a gennaio 2025, e ha suscitato parecchia indignazione sui social e non solo, tanto che ha dovuto avviare un’indagine persino la polizia tedesca.
Lo strapotere che sta acquisendo sempre di più l’Afd in Germania è sintomatico di come stia andando il mondo negli ultimi anni, essendo arrivato ad essere il secondo partito più votato, lì nella terra di Marx, ed è una scalata che purtroppo va avanti inarrestabile da numerosissimi anni.
La scena musicale tedesca, però, non sta rimanendo certo a guardare, e già da quando la crescita Afd risulta essere sempre più tangibile agli occhi di tutti, sta prendendo sempre più posizione, accendendo i riflettori e sensibilizzando il pubblico e la popolazione, che accoglie ben volentieri il messaggio di uguaglianza e di rispetto reciproco tra etnie differenti.
Wehrt euch!, divenuto un canto molto popolare in Germania, inciso e interpretato con molta libertà in svariate versioni da nomi come Klaasius, Chock, i The Busters e Katharina Wackernagel, è stato al centro di numerose manifestazioni dal sapore antifascista tenutesi negli ultimi anni per esprimere dissenso nei confronti di tutte le forze politiche di destra e destra estrema tedesche. “Wehrt euch” riprende, per inciso, il motto nazista “deutsche! Wehrt euch! Kauft nicht bei juden!” (trad.: “tedeschi! Difendetevi! Non comprate dagli ebrei!”), col quale il potere nazista invitava (senza successo) a non rinforzare l’economia degli ebrei, notoriamente molto benestanti dal punto di vista monetario. Ma se “wehrt euch” fino al secolo scorso poteva essere associato solo ad un motto non proprio allegro per usare un eufemismo, oggigiorno quel motto viene capovolto e viene utilizzato per cantare la moderna resistenza contro gli estremismi e le follie di certe destre, le quali stanno risvegliando un mostro alquanto pericoloso, tanto in America, quanto nel vecchio continente.
Un altro esempio del panorama musicale tedesco che incarna i valori dell’antifascismo è il rapper Disarstar, che nel 2023 ha realizzato un brano dal titolo Siamo tutti, nel cui ritornello canta “siamo tutti antifa”, motto che puntualmente dal vivo, come si può notare anche dai video che girano online, smuove e gasa anche i fan sotto il palco, che spontaneamente iniziano ad intonare, in un italiano perfetto, la frase “siamo tutti antifascisti” con ragionevole orgoglio per ciò che si sta cantando. La scena rap tedesca, del resto, può contare su un terreno ormai ben consolidato e ben strutturato, di cui senza dubbio Disarstar rappresenta una voce importante, di spessore da non sottovalutare, oltre che da valorizzare.
Prendere posizione, specie in un periodo storico e sociale buio come quello che stiamo vivendo, dovrebbe essere quasi un dovere morale che dovrebbe attecchire su tutti gli artisti che si ritengono tali: l’arte, la musica, hanno un potere inimmaginabile, in quanto sono in grado di veicolare idee e valori condivisi e che accomunano tutte le persone, indipendentemente dalla provenienza geografica, dal colore della pelle, dal credo religioso. Prendere posizione significa tutelare la libertà di parola, la libertà di pensiero, e di conseguenza la libertà (e il sacrosanto diritto) di esistere semplicemente per ciò che si è…
…Ovvero tutto ciò che l’Afd e potenze similari detestano. Tanto in Germania, quanto nel resto del mondo.
lunedì 16 febbraio 2026
martedì 3 febbraio 2026
sabato 24 gennaio 2026
L’agnello sacrificale.
Che Moreno non fosse stato altro che un’esca bella e buona per l’odio e l’hating per una certa scena rap l’ho iniziato a sostenere soprattutto con l’arrivo dell’ondata della musica trap. Moreno era considerato “quello sfigato di Amici”: la sua immagine e le sue sonorità catchy precedevano il suo talento, e in pochi in realtà si rendevano conto che il suo volto fosse il volto di un intero genere musicale che stava iniziando a farsi strada a spallate nell’immaginario popolare, divenendo assai più sfaccettato di quanto non lo fosse prima del 2013. Una singola partecipazione ad un programma pop aveva per magia cancellato con un colpo di spugna anni e anni di punchline, di rime, di freestyle, di talento genovese; il “sistema talent” che genera prodotti validi una stagione e via nella stragrande maggioranza dei casi ha fatto il resto, relegandolo quasi all’anonimato (oggi si direbbe “surgelato”).
Re/start quindi è proprio una ripartenza, venuto fuori in dieci anni di assenza, fatto di detox, perché forse a volte bisogna aspettare i tempi giusti per fare la mossa successiva. Per Moreno, dopo Slogan (suo terzo disco passato quasi inosservato, specie se rapportato al successone riscosso nel 2013 da Stecca), sarebbe stato inutile tornare con nuova musica a breve giro, ancor di più a ragion veduta se la scena rap in grande fermento stava dando vita a fenomeni mediaticamente assai più potenti (mi riferisco ai vari Ghali, Sfera Ebbasta, ecc ecc...).
Nel corso degli ultimi anni Moreno è rimasto a lavorare in silenzio alla propria musica, intessendo rapporti anche con artisti stranieri, quali il polacco Janusz Walczuk, o il brasiliano Pelé MilFlows, e ha portato avanti il proprio stile senza snaturarsi e senza farsi trasportare dalle tendenze della musica drill o da atteggiamenti simil-criminali, che non gli sono mai appartenuti. Del resto, la sua potenza nella scrittura è sempre stata l’ironia, mista ai giochi di parole e alle punchline, in cui è diventato forte facendo il freestyler in anni e anni di battle su e giù per l’Italia.
Re/start è un disco che va ascoltato senza pregiudizi, ed è fortemente sconsigliato l’ascolto a qualunque uditore dal commentino facile (per la cronaca, usare “surgelato” come insulto è qualcosa di imbarazzante per l’intelligenza umana). Cari subumani, estinguetevi.
mercoledì 14 gennaio 2026
“Oxxxymiron, il nuovo disco ed il prossimo tour mondiale” + “1” + “2” + “3” + ”4” + “5”.
Oxxxymiron, che in Russia ha acquistato fama come l’”Eminem russo”, ha rilasciato da poco il progetto Национальность: нет, in italiano “nazionalità: nessuna”, ep che si compone di otto tracce. Il progetto arriva a quattro anni di distanza dal suo precedente lavoro Красота и уродство (nel 2023 pubblicò Семейный альбом in collaborazione con Переучет).
Oltre ad aver rilasciato il progetto, il rapper ha anche annunciato le date del suo prossimo tour, che avrà luogo in numerose città importanti sparse per tutto il globo, che partirà il 19 aprile a Toronto e terminerà il 1° luglio a Tokyo, e toccherà città come Barcellona, Miami Beach, Limassol, Vienna, Praga, Varsavia, Zurigo, Lisbona, Dublino: tra tutti gli appuntamenti, anche quello del 14 maggio, che si terrà al Gate di Milano.
Oxxxymiron non è nuovo a tour simili: già nel 2022, infatti, dopo essersi esposto sul conflitto russo-ucraino, aveva deciso di affrontare un tour a livello mondiale che lo aveva visto esibirsi in tutti e cinque i continenti del pianeta, per una programmazione di ben oltre trenta concerti e un viaggio durato circa un anno e mezzo/due. Le sue posizioni sulla guerra tra Russia e Ucraina lo hanno anche portato ad essere bandito dalla nazione di Putin, dove non può più mettere piede liberamente.
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