sabato 27 giugno 2026

“Capitolo 15” + “Capitolo 15. Stazioni”.

Stazioni. Stazioni di tutto il mondo. Sono tra i luoghi più inclusivi che possano esistere sulla faccia della Terra. Attirano gente di tutti i tipi, di tutte le religioni, di tutte le etnie, di qualsiasi estrazione sociale, a qualsiasi ora del giorno e della notte. Ne ho visitate tante viaggiando col treno nel corso dei miei 26 anni di vita. E ognuna ha una storia da raccontare. Questo libro sul mio Interrail racconta quelle che ho visitato nel corso dei miei otto giorni di viaggio.

 

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venerdì 26 giugno 2026

“Capitolo 14” + “Capitolo 14. Ciao ciao, Monaco!”.

Dopo Dachau, Monaco me la sono lasciata alle spalle non prima di aver ritirato il mio borsone dal deposito. Una piccola prima pagina che si chiude all’interno di un libro lungo otto giorni di viaggio. Trovate il racconto in Capitolo 14. Ciao ciao, Monaco!, da Il mio primo Interrail. Link qui per acquistarlo: https://www.amazon.it/primo-Interrail-Amedeo-Komma-Tavolozza/dp/B0FFZLY1FQ/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&crid=1QE54M71XA0CZ&dib=eyJ2IjoiMSJ9.M7rqgMI6hrDWl1JFFK_JVw.LTSXS81N0fmG7UMIcCtxZ6onKXetHFa00sRfBGJuQGo&dib_tag=se&keywords=il+mio+primo+interrail&qid=1762989200&sprefix=il+mio+primo+interrail%2Caps%2C116&sr=8-1 .

mercoledì 24 giugno 2026

“Capitolo 13. Dachau” + “Capitolo 13”.

Le scene che abbiamo visto negli ultimi mesi e che stiamo continuando a vedere, di una città di Gaza bombardata, rasa al suolo da uno stato che tutti definiscono “democratico” è un qualcosa che fa ribrezzo, fa orrore. Sono immagini che dopo lo sterminio degli ebrei della seconda guerra mondiale nessuno avrebbe voluto più vedere.

Dachau dista da Monaco Di Baviera solo 30 minuti di treno. Anche a Dachau, come ad Auschwitz, c’è un campo di concentramento nazista in cui venivano sterminati regolarmente gli ebrei e tutti coloro che non appartenevano alla “razza ariana” di cui parlava tanto Hitler. E’ un posto che trasuda di storia, trasmettendo a chi mette piede tra quelle mura una sensazione di angoscia, di tristezza, di solitudine umana e spirituale che non ha eguali. E’ un luogo in grado di parlare, di strillare dolore anche nel silenzio più assordante. Un luogo che vale davvero la pena visitare almeno una volta nella vita per tenere viva la memoria.

La mia visita al campo di Dachau la trovate raccontata all’interno del Capitolo 13. Dachau. Per chi ancora oggi non vuole dimenticare.

 

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domenica 21 giugno 2026

“Capitolo 12. Di ritorno in Germania” + “Capitolo 12”.

Dopo una nottata in aeroporto a Vienna, era il momento di rientrare a Monaco Di Baviera. Trovate il racconto in Capitolo 12. Di ritorno in Germania. Link per acquistare il libro: https://www.amazon.it/primo-Interrail-Amedeo-Komma-Tavolozza/dp/B0FFZLY1FQ/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&crid=1QE54M71XA0CZ&dib=eyJ2IjoiMSJ9.M7rqgMI6hrDWl1JFFK_JVw.LTSXS81N0fmG7UMIcCtxZ6onKXetHFa00sRfBGJuQGo&dib_tag=se&keywords=il+mio+primo+interrail&qid=1762989200&sprefix=il+mio+primo+interrail%2Caps%2C116&sr=8-1 .

“Capitolo 11. Perso” + “Capitolo 11”.

Immaginate di trovarvi dopo un concerto in una grande capitale che non conoscete costretti a spostarvi con i mezzi pubblici di cui non conoscete neanche gli orari. Vi sentireste persi, vero?

E’ esattamente quello che mi è successo dopo il concerto a Vienna. Non nascondo il panico che ho provato e che mi ha pervaso in quel lasso di tempo di un’ora e poco più.

Trovate tutto in Capitolo 11. Perso, nel libro Il mio primo Interrail. Link per acquistarlo: https://www.amazon.it/primo-Interrail-Amedeo-Komma-Tavolozza/dp/B0FFZLY1FQ/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&crid=3QITKO5NK9X24&dib=eyJ2IjoiMSJ9.M7rqgMI6hrDWl1JFFK_JVw.LTSXS81N0fmG7UMIcCtxZ6onKXetHFa00sRfBGJuQGo&dib_tag=se&keywords=il+mio+primo+interrail&qid=1762916358&sprefix=il+mio+primo+interrail%2Caps%2C114&sr=8-1 .

sabato 20 giugno 2026

“Capitolo 10” + “Capitolo 10. La Wiener Stadthalle: lo show abbia inizio”.

“Il momento che aspettavi da una vita / arriverà domani come una partita”. Il 14 novembre 2024 era il concerto di Raf Camora a Vienna, che fu anche il motivo principale di quel viaggio. Uno show che aspettavo da tempo, e che era già stato rimandato a causa di alcuni problemi di salute dell’artista. In Capitolo 10. La Wiener Stadthalle: lo show abbia inizio racconto dei momenti salienti legati al concerto. Lo trovate nel libro Il mio primo Interrail. Link per acquistarlo: https://www.amazon.it/primo-Interrail-Amedeo-Komma-Tavolozza/dp/B0FFZLY1FQ/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&crid=3QITKO5NK9X24&dib=eyJ2IjoiMSJ9.M7rqgMI6hrDWl1JFFK_JVw.LTSXS81N0fmG7UMIcCtxZ6onKXetHFa00sRfBGJuQGo&dib_tag=se&keywords=il+mio+primo+interrail&qid=1762916358&sprefix=il+mio+primo+interrail%2Caps%2C114&sr=8-1 .

mercoledì 17 giugno 2026

“Capitolo 9. Vienna” + “Capitolo 9”.

Vienna chiama, l’Amedeus risponde. Dopo aver lasciato il borsone al deposito bagagli di Monaco Di Baviera, mi ero diretto a Vienna con un treno notturno, che mi aveva lasciato nella capitale austriaca alle 6 del mattino, in una spettacolare wiener hauptbahnhof, da cui sono partito per vedere quel che potevo vedere della città. È raccontato tutto in Capitolo 9. Vienna.

 

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lunedì 15 giugno 2026

“Capitolo 8. Monaco Di Baviera” + “Capitolo 8”.

Monaco Di Baviera è stata la mia prima tappa del viaggio. Lì avrei dovuto depositare il mio bagaglio presso un deposito convenzionato che avevo già prenotato con tanto di codice sconto. E pensare che a Monaco Di Baviera ci sono passato anche di recente in occasione di un altro concerto…

Trovate tutto in Capitolo 8. Monaco Di Baviera da Il mio primo Interrail. Link Amazon per acquistarlo: https://www.amazon.it/primo-Interrail-Amedeo-Komma-Tavolozza/dp/B0FFZLY1FQ/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&crid=3QITKO5NK9X24&dib=eyJ2IjoiMSJ9.M7rqgMI6hrDWl1JFFK_JVw.LTSXS81N0fmG7UMIcCtxZ6onKXetHFa00sRfBGJuQGo&dib_tag=se&keywords=il+mio+primo+interrail&qid=1762916358&sprefix=il+mio+primo+interrail%2Caps%2C114&sr=8-1 .

domenica 14 giugno 2026

“Capitolo 7. La partenza” + “Capitolo 7”.

La notte prima della mia partenza l’avevo passata praticamente in bianco. Non ci credevo che stavo partendo per quella missione incredibile a zonzo per l’Europa, men che meno consapevole del fatto che non avrei alloggiato da nessuna parte.

Trovate tutto in Capitolo 7. La partenza.

 

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venerdì 12 giugno 2026

“Capitolo 6. Il percorso” + “Capitolo 6”.

Prima di partire, era d’obbligo per me iniziare a stilarsi un piano di viaggio: quali città raggiungere? L’unica obbligatoria era Vienna, dove avrei dovuto assistere al concerto di Raf Camora. Tutto il resto era un’incognita. Zurigo? Amsterdam? Copenaghen? Monaco Di Baviera? Tutte quante?

Trovate tutto scritto in Capitolo 6. Il percorso.

 

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giovedì 11 giugno 2026

Capitolo 5.

“Capitolo 5. Aria”.

Cambiare aria per un viaggio o una semplice gita, per me, è una cosa di vitale importanza: serve a rigenerarsi, a staccare dalla routine, dalle stesse facce, gli stessi eventi, gli stessi luoghi…

Trovate anche questo, in Capitolo 5. Aria, da Il mio primo Interrail. Link per acquistarlo: https://www.amazon.it/primo-Interrail-Amedeo-Komma-Tavolozza/dp/B0FFZLY1FQ/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&crid=3UVGYTTX315TH&dib=eyJ2IjoiMSJ9.M7rqgMI6hrDWl1JFFK_JVw.LTSXS81N0fmG7UMIcCtxZ6onKXetHFa00sRfBGJuQGo&dib_tag=se&keywords=il+mio+primo+interrail&qid=1762714456&sprefix=il+mio+primo+interrail%2Caps%2C117&sr=8-1 .

“Capitolo 4” + “Capitolo 4. I vlog su YouTube”.

Prima di fare qualcosa di nuovo, ciascuno di noi punta ad informarsi su ciò che sta andando a fare: costi, funzionamento, giorni in cui è possibile usufruire del biglietto… In Capitolo 4. I vlog su YouTube ne parlo (ma vi assicuro che tutte le risposte che cercate sull’Interrail le trovate ovunque su internet).

 

Per leggere il capitolo, potete acquistare il mio libro Il mio primo Interrail al seguente link: https://www.amazon.it/primo-Interrail-Amedeo-Komma-Tavolozza/dp/B0FFZLY1FQ/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&crid=3UVGYTTX315TH&dib=eyJ2IjoiMSJ9.M7rqgMI6hrDWl1JFFK_JVw.LTSXS81N0fmG7UMIcCtxZ6onKXetHFa00sRfBGJuQGo&dib_tag=se&keywords=il+mio+primo+interrail&qid=1762714456&sprefix=il+mio+primo+interrail%2Caps%2C117&sr=8-1 .

martedì 9 giugno 2026

“Capitolo 3. La scelta” + “Capitolo 3”.

In passato, per andare a vedere dei concerti lontani, a Innsbruck o a Milano, ho quasi sempre preferito partire in autobus. Cosa fare? Partire in autobus o comprare un biglietto Interrail?

Trovate tutto in Capitolo 3. La scelta, da Il mio primo Interrail.

 

Link per l’acquisto: https://www.amazon.it/primo-Interrail-Amedeo-Komma-Tavolozza/dp/B0FFZLY1FQ/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&crid=3UVGYTTX315TH&dib=eyJ2IjoiMSJ9.M7rqgMI6hrDWl1JFFK_JVw.LTSXS81N0fmG7UMIcCtxZ6onKXetHFa00sRfBGJuQGo&dib_tag=se&keywords=il+mio+primo+interrail&qid=1762714456&sprefix=il+mio+primo+interrail%2Caps%2C117&sr=8-1 .

lunedì 8 giugno 2026

Capitolo 2.

Capitolo 2. Una chiacchierata col vicino.

C’è stata una chiacchierata in particolare che mi ha invogliato a partire con lo zaino in spalla per questa magica avventura: quella col mio vicino Claudio, che mi ha raccontato dei suoi viaggi Interrail. Trovate tutto in Capitolo 2. Una chiacchierata col vicino, da Il mio primo Interrail. Di seguito il link per l’acquisto: https://www.amazon.it/primo-Interrail-Amedeo-Komma-Tavolozza/dp/B0FFZLY1FQ/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&crid=3UVGYTTX315TH&dib=eyJ2IjoiMSJ9.M7rqgMI6hrDWl1JFFK_JVw.LTSXS81N0fmG7UMIcCtxZ6onKXetHFa00sRfBGJuQGo&dib_tag=se&keywords=il+mio+primo+interrail&qid=1762714456&sprefix=il+mio+primo+interrail%2Caps%2C117&sr=8-1 .

“Capitolo 1” + “Capitolo 1. Introduzione”.

Ad esattamente un anno dal mio Interrail, vi voglio parlare in brevi pillole del mio libro Il mio primo Interrail e lo farò capitolo per capitolo. In questo video vi parlo di Capitolo 1. Introduzione.

 

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domenica 7 giugno 2026

“‘Il mio primo Interrail’ - versione rivista e corretta” + “1” + “2” + “3” + “4” + “5” + “6” + “7”.

Il mio primo Interrail è un libro che scrissi qualche settimana dopo essere tornato dal viaggio che mi ha visto coinvolto a novembre 2024 in mezza Europa. L’ho scritto senza badare al dopo, piuttosto di getto: ricordo un sacco di nottate insonni e un sacco di occasioni in cui il mio processo di scrittura veniva bruscamente interrotto dalla mia datrice di lavoro quando facevo l’animatore a San Giorgio A Cremano. Insomma, una realizzazione piuttosto burrascosa e travagliata, che tuttavia mi ha fatto un immenso piacere portare avanti.
Come detto, non ho veramente pensato a quanti di loro avrebbero potuto supportare il progetto. Incredibilmente, delle copie sono state vendute sia in versione cartacea che in versione digitale. Per me questo è incredibile, mai avrei pensato che qualcuno avrebbe pagato per fruire di un qualcosa che è stato frutto del mio impegno. A chi ha supportato il progetto gliene sarò per sempre grato.
Negli ultimi mesi mi sono rimesso a leggere tutto il libro, e con mia grande tristezza e mia grande delusione, sono state tante le pecche, tante le sbavature, e altrettanti gli errori (e gli orrori) in cui mi sono imbattuto, motivo per il quale ho deciso di riaprire tutti i file e tentare di recuperare tutto il recuperabile. Come sempre, tutto quello che vedete e leggete è frutto solo ed esclusivamente del mio sforzo: nessuno, oltre me, ha messo mano in ciò che vedete.
Da adesso, su Amazon, chi acquisterà il mio libro Il mio primo Interrail troverà una versione rivista e smussata di tutte le sue spigolosità (o, quantomeno, quelle che sono riuscito ad intercettare).
Il libro il 26 giugno 2026 compie esattamente un anno dalla sua pubblicazione. Nei prossimi giorni, per festeggiare questo primo anniversario, pubblicherò dei reel riassuntivi di ogni capitolo.
Grazie a tutti per il supporto, sempre grato.

Un anno di “Il mio primo Interrail”.

Quasi un anno fa, veniva pubblicato finalmente Il mio primo Interrail, il libro-racconto di un viaggio folle di otto giorni in giro per l’Europa, da Vienna a Copenhagen, da Malmö a Lugano, passando per Amsterdam, Monaco di Baviera e Dachau.
Me lo ricordo molto bene il messaggio che mi arrivò via mail: “il tuo libro è stato autorizzato alla pubblicazione”. Ero al parco Ciani di Lugano, in partenza da lì per una tre giorni a spasso per la Svizzera.
Nei prossimi giorni, per celebrare il primo anno di Il mio primo Interrail, pubblicherò una serie di reel e storie, prima di chiudere definitivamente il ciclo del libro e passare a progetti futuri.
Lo avete già letto? Che cosa ne pensate?

domenica 31 maggio 2026

L’ultimo treno.

Oggi,

stazione cara

dei miei ricordi,

farai un po’ meno rumore

per le vie della città.

 

Centottantatré

di anni da spiegare

non son certo pochi:

una storia e tante storie

che s’incontrano, s’incrociano:

milioni di memorie.

 

Quanti passi ho mosso

all’interno di quel perimetro

io contarli non posso,

ma mi passan tutti in mente,

un unico grande flashback

che mi mette addosso un brivido.

 

E allora dai, scegline uno:

le corse per quel dell’una

e con mamma, io ero al sicuro

quando piccolo e paffuto

mettevo a posto i miei denti

verso piazza Garibaldi

tra i buoni e tra i malviventi;

puoi sceglier la Feltrinelli

in tempi un po’ più recenti

facevo un po’ da me stesso

ai primi instore ed ai concerti.

 

Quanti viaggi, quanti orari

quante gite fuori porta

improvvisate, organizzate

ma in fondo in fondo

che importa?

 

Per quelli come me

forse era già abbastanza

una porta aperta sul mondo

quella speranza che un giorno

era soltanto un sogno;

quando gli occhi si spalancano

è la realtà che crea dei mostri

e ciò che prima era il mondo

di punto in bianco

la speranza, il sogno

si trasformano in ricordo.

 

Quante prime volte

e quante ultime,

quanti addii, quanti viaggi

ed i chilometri percorsi

in realtà incalcolabili.

 

Lo ricordi il mio Interrail?

Fu bello,

e quando poi di nuovo

giunsi in terra natia

non sai che sollievo:

un punto fermo

in un’infinità di punti

su una mappa

senza orizzonti.

 

Da oggi è tempo di fermarti:

ci era stato già insegnato

che nulla in questa Terra

sarebbe stato eterno,

eppure non ci sembra vero.

Caro treno: tu che passi e vai

e porti via lontano ogni tormento,

per questa volta fermati,

lasciati accarezzare dal vento,

da decine di braccia protese

ferme in attesa

solamente del tuo passaggio.

 

Questa notte, sai

sarà anche l’ultima

per noi;

ma la storia non ha carne

e questo tu lo sai,

ciò che è destino che rimanga

in realtà poi non muore mai.

domenica 10 maggio 2026

Copertina.

Ho scritto un articolo sull’esibizione del 2008 al premio Tenco di Caparezza e Frankie Hi-Nrg. Lo trovate al post precedente!

Reperti storici: “Quelli che benpensano” x “Fuori dal tunnel”.

Se si pensa a Frankie Hi-Nrg si pensa ad un personaggio quasi marginale nella scena rap italiana, soprattutto a causa del forte ricambio generazionale che c’è stato dal 2010 ad oggi, che ha mietuto un sacco di vittime nella discografia in generale. Tuttavia, c’è una cosa che Frankie si è guadagnato da parte di tantissimi suoi colleghi, rapper e non: il rispetto.

La sua è una carriera lunga, fatta di alti e bassi, di rime taglienti e di denuncia sociale, in cui si racconta di uno spaccato di vita molto vivido; in un certo senso, Frankie può essere considerato un’anomalia, in quanto è riuscito a diventare nazionalpopolare con dei brani che, contenutisticamente parlando, così tanto nazionalpopolari non lo erano per niente, e si veda anche il caso di Quelli che benpensano.

Quelli che benpensano uscì nel 1997, contenuto in La morte dei miracoli da cui è stato estratto, e che descrive lucidamente la figura dell’arrampicatore sociale che, per dirla con Frankie stesso, “in certi casi siamo noi”: un virus che ci attanagliava tutti venti anni fa, e continua a farlo adesso, forse insito nella natura umana. Promettere per ottenere qualcosa, salvo poi dimenticarsi delle promesse fatte una volta raggiunto il proprio obbiettivo.

Per molti rapper nati e formatisi a cavallo tra la fine dello scorso millennio e l’inizio del nuovo, Frankie ha rappresentato senza dubbio un punto di riferimento importante. Uno di quelli che ha sempre mostrato rispetto e riverenza è Caparezza, che soprattutto a inizio carriera è stato parecchio influenzato dalle tematiche sociali trattate da Frankie Hi-Nrg stesso.

Quando nel 2008 Frankie fu premiato con la targa Tenco per il pezzo Potere alla parola, insieme al collega pugliese ebbe anche modo di esibirsi in un rifacimento piuttosto particolare di Quelli che benpensano: infatti, in quell’occasione, Quelli che benpensano fu realizzata in mashup con un altro pezzo molto importante per il rap italiano, ovvero Fuori dal tunnel, altro caso di hit anomala, finita suo malgrado in tutti i circuiti mainstream che in fin dei conti si criticano nel pezzo.

A distanza di diciott’anni, l’esibizione per i fan del rap conscious ed impegnato rimane una goduria, soprattutto per la grandezza di mondi che convissero assieme sul palco. Un po’ come vedere allievo e maestro affiancarsi per dare vita ad un qualcosa di inedito e vissuto unicamente in quel lasso di tempo; un unicum totale, se si pensa che i due artisti, amici anche al di fuori dei contesti lavorativi, non hanno mai collaborato assieme.

lunedì 4 maggio 2026

L'attore che interpreta Michael in "Michael".

Sono appena andato al cinema a vedere Michael e cazzo, devo constatare che l’attore che interpreta Michael Jackson è persino più Michael Jackson del Michael originale.

venerdì 1 maggio 2026

Sull’affermazione di Bertrand Russell.

L’affermazione che fece Bertrand Russell rispecchia perfettamente il mio pensiero. Da quando abbiamo esaltato e divinizzato il lavoro (e con esso chiunque annulli la propria vita in suo nome), abbiamo disumanizzato l’uomo.
Seppur in ritardo, buon 1° maggio a tutti i lavoratori: a chi un mestiere ancora lo ha, a chi non ancora e fatica a trovarne uno e a chi, invece, uno ne aveva e ora non più.

venerdì 24 aprile 2026

Copertina.

Quando Guccini intonò “Bella ciao”.

Il 25 aprile, ogni anno, non si festeggia solamente la liberazione dell’Italia dall’occupazione nazifascista, ma si festeggia e si celebra la libertà da qualsiasi forma di tirannia e di oppressione, poco importa la latitudine in cui ciò si concretizza.

Nonostante ciò che voglion far credere tanti politici moderni (soprattutto coloro che attualmente siedono ai seggi della maggioranza), la festa della liberazione non è una festa divisiva, in quanto i valori dell’antifascismo non hanno un colore politico, ma uniscono trasversalmente destra e sinistra senza distinzione. Si potrebbe sintetizzare il tutto con la frase che negli ultimi anni si legge spesso online, ovvero: la festa della liberazione è divisiva solo se sei fascista. Inappuntabile.

Era il 2020 quando iniziò a rimbalzare su internet un video realizzato da Francesco Guccini in cui, durante il lockdown dovuto alla pandemia da coronavirus, si immortalò mentre intonava le note di Bella ciao in una nuova versione che fece discutere tanto: infatti, ad un certo punto, Guccini decise di modificare la canzone originale citando esplicitamente coloro che all’epoca erano i principali esponenti dell’opposizione, ovvero Matteo Salvini, Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni, chiaramente definiti “fasci” con tanta lucidità e schiettezza.

Francesco Guccini fu sommerso di non poche critiche e anche qualche insulto per aver semplicemente espresso democraticamente il proprio punto di vista sugli attuali attori principali della politica italiana, andandoli peraltro a inserire in una canzone già di per sé molto discussa e trasformata in un veicolo di propaganda politica da chi, in malafede, la apostrofa come una canzone “di parte”.

Bella ciao in realtà, come si sa, non è una canzone nata esattamente dall’antifascismo, essendo in precedenza un canto popolare intonato dalle mondine che a gran voce richiedevano maggiori tutele e diritti, di cui non godevano mica. Solo in un secondo momento la canzone è stata riadattata per divenire simbolo di libertà durante il periodo della resistenza e della lotta contro il nazifascismo. Sia nel primo che nel secondo caso, comunque, si tratta di una canzone che porta con sé valori universali di dignità, di coraggio, di forza, di umanità e di solidarietà che trascendono da qualsiasi fazione o schieramento politico.

Lo stesso Guccini ha poi registrato una versione in studio di Bella ciao, inserita nel disco Canzoni da osteria uscito nel 2023: in quella versione, Guccini aveva anche chiamato il cantante Ario Navahandi per una parte aggiuntiva ed inedita realizzata in arabo. Oltre a Guccini, si fa fatica ad elencare tutti coloro che hanno fatto proprio questo inno di libertà: tra tutti si ricordano Giorgio Gaber, i Modena City Ramblers, Milva, Francesco De Gregori e Giovanna Marini (questi ultimi tre han realizzato due cover del brano nella versione originale intonata dalle mondine).

martedì 21 aprile 2026

La risposta di Berlunguer sulla domanda provocatoria della fuga.

C’è stato un tempo in cui i politici, anziché abbaiare nei talkshow facendosi perculare da tutta la nazione dotata di raziocinio, erano in grado di essere taglienti con le parole e riuscivano anche domare la lingua italiana. E questo breve video di Enrico Berlinguer lo dimostra palesemente.

martedì 31 marzo 2026

Salvini e la nazionale italiana.

Ma ci avete fatto caso anche voi che da quando Salvini ha smesso di tifare la Spagna e ha iniziato a tifare l’Italia non ci qualifichiamo più manco per errore?

lunedì 23 marzo 2026

Su chi non va a votare.

Oggi pomeriggio sono andato a votare e ho fatto la mia parte (non dico cosa ho votato, è irrilevante saperlo, chi mi conosce sa già cosa ne penso sulla materia), però voglio lanciare una piccola provocazione: perché chi va a votare spesso punzecchia chi autonomamente decide di starsene a casa? Ho amici che la fiducia nella politica l’han persa completamente, e in maniera legittima ha deciso di smettere di recarsi alle urne: possiamo smetterla di considerare chi non vota la causa di tutte le storture politiche? Magari iniziando a interrogarci sul perché certa gente ha smesso di esercitare il proprio diritto? Se non avessimo avuto cinquant’anni di berlusconismo, amichettismo politico, opportunismo, prostituzione ideologica, distruzione culturale, sociale ed economica, investimento in cose futili quali armi e vitalizi a politici vecchi come dinosauri, probabilmente oggi il livello di fiducia da parte del popolo nei confronti delle istituzioni sarebbe bello che saldo. Siamo davvero convinti che la colpa sia di chi ha smesso di votare?

giovedì 19 marzo 2026

Gabriella Tupini e i bambini.

Queste parole di Gabriella Tupini dovrebbero essere scolpite nella memoria di chiunque abbia a cuore l’educazione e il futuro dei più piccoli, senza se e senza ma.
E, spoiler: il 99% di tutto ciò in un manuale universitario non è riportato.

mercoledì 4 marzo 2026

“1” + “2” + “3” + “4” + “5” + “6” + “7” + “9” + “12” + “14”.

Gli artisti tedeschi si stanno schierando contro l’estrema destra.

Ciò che sta accadendo nello scenario politico internazionale sta destando sempre più preoccupazione, tra guerre che esplodono e si riaccendono in ogni dove ed estremismi politici che conducono ad una polarizzazione sociale sempre più marcata.

Se si pensa che un Donald Trump nel mondo esiste solamente in America si commette un grosso sbaglio e si pecca di ignoranza: Trump riesce a far rumore solo perché a capo della nazione più importante del mondo (o almeno così si racconta), oltre che per l’enorme numero di cazzate che fa e che dice un giorno sì e l’altro pure, ma il suo modo di fare politica e di governare non è un caso isolato, purtroppo.

Non bisogna andare tanto lontani nel tempo e nello spazio: basti pensare che in Germania il partito di estrema destra Afd (con il quale la nostra destra flirta senza pudore) solo pochi mesi fa ha avuto la “geniale” idea (ma più che “geniale” la si potrebbe definire solamente raggelante per lo squallore e la disumanità) di consegnare a tutti i cittadini stranieri della città di Karlsruhe dei finti biglietti aerei di rimpatrio, con la parola “abschiebeticket”, ovvero “biglietto di espulsione” (o “deportazione”, al lettore la scelta). “Remigrazione” è un termine parecchio in voga tra le destre di tutto il mondo, e in Germania non è da meno.

Questo triste e spiacevole episodio risale solamente a gennaio 2025, e ha suscitato parecchia indignazione sui social e non solo, tanto che ha dovuto avviare un’indagine persino la polizia tedesca.

Lo strapotere che sta acquisendo sempre di più l’Afd in Germania è sintomatico di come stia andando il mondo negli ultimi anni, essendo arrivato ad essere il secondo partito più votato, lì nella terra di Marx, ed è una scalata che purtroppo va avanti inarrestabile da numerosissimi anni.

La scena musicale tedesca, però, non sta rimanendo certo a guardare, e già da quando la crescita Afd risulta essere sempre più tangibile agli occhi di tutti, sta prendendo sempre più posizione, accendendo i riflettori e sensibilizzando il pubblico e la popolazione, che accoglie ben volentieri il messaggio di uguaglianza e di rispetto reciproco tra etnie differenti.

Wehrt euch!, divenuto un canto molto popolare in Germania, inciso e interpretato con molta libertà in svariate versioni da nomi come Klaasius, Chock, i The Busters e Katharina Wackernagel, è stato al centro di numerose manifestazioni dal sapore antifascista tenutesi negli ultimi anni per esprimere dissenso nei confronti di tutte le forze politiche di destra e destra estrema tedesche. “Wehrt euch” riprende, per inciso, il motto nazista “deutsche! Wehrt euch! Kauft nicht bei juden!” (trad.: “tedeschi! Difendetevi! Non comprate dagli ebrei!”), col quale il potere nazista invitava (senza successo) a non rinforzare l’economia degli ebrei, notoriamente molto benestanti dal punto di vista monetario. Ma se “wehrt euch” fino al secolo scorso poteva essere associato solo ad un motto non proprio allegro per usare un eufemismo, oggigiorno quel motto viene capovolto e viene utilizzato per cantare la moderna resistenza contro gli estremismi e le follie di certe destre, le quali stanno risvegliando un mostro alquanto pericoloso, tanto in America, quanto nel vecchio continente.

Un altro esempio del panorama musicale tedesco che incarna i valori dell’antifascismo è il rapper Disarstar, che nel 2023 ha realizzato un brano dal titolo Siamo tutti, nel cui ritornello canta “siamo tutti antifa”, motto che puntualmente dal vivo, come si può notare anche dai video che girano online, smuove e gasa anche i fan sotto il palco, che spontaneamente iniziano ad intonare, in un italiano perfetto, la frase “siamo tutti antifascisti” con ragionevole orgoglio per ciò che si sta cantando. La scena rap tedesca, del resto, può contare su un terreno ormai ben consolidato e ben strutturato, di cui senza dubbio Disarstar rappresenta una voce importante, di spessore da non sottovalutare, oltre che da valorizzare.

Prendere posizione, specie in un periodo storico e sociale buio come quello che stiamo vivendo, dovrebbe essere quasi un dovere morale che dovrebbe attecchire su tutti gli artisti che si ritengono tali: l’arte, la musica, hanno un potere inimmaginabile, in quanto sono in grado di veicolare idee e valori condivisi e che accomunano tutte le persone, indipendentemente dalla provenienza geografica, dal colore della pelle, dal credo religioso. Prendere posizione significa tutelare la libertà di parola, la libertà di pensiero, e di conseguenza la libertà (e il sacrosanto diritto) di esistere semplicemente per ciò che si è…

…Ovvero tutto ciò che l’Afd e potenze similari detestano. Tanto in Germania, quanto nel resto del mondo.