Il tempo è corso, come fuggito via dalle mani, ma è lui che detta ordini. Per quanto triste e doloroso, qui intorno niente è fuori posto.
Tutto sembra tranquillo, come niente si muovesse, ma non sempre cogli i segnali quando arrivano: a volte i segnali arrivano, e quando li hai interpretati è già tardi per decifrarli. A volte ciò che accade lo definisci dopo, e assume un senso solo col passare del tempo, perché non tutto ciò che accade lo puoi definir da te. E’ il tempo che decide per noi, abbiamo poco da lottare o da opporci. Così sarà, e così sia.
Non deciderai tu l’ultimo saluto ad una persona cara, l’ultimo volo, l’ultimo concerto o l’ultima partita. Potessimo scegliere, nessuno opterebbe per l’esistenza di un finale, neanche di un finale di stagione di una serie che ci piace così tanto da non volerla vedere finire mai. Eppure, il nostro potere decisionale sul tempo ha valore nullo, e starà a noi e solamente a noi saper cogliere il tempo che ci viene dato e saperlo apprezzare nella sua interezza. Infatti, ogni secondo in più su questa Terra è un dono che non va sprecato, proprio perché potrebbe essere l’ultimo.
È proprio quando pensiamo di avere tutto il tempo davanti che in realtà ci si para di fronte, mettendoci negli occhi la nostra irrimediabile ed irreversibile caducità: la cenere che siamo e che portiamo dentro, qui sotto la nostra pelle, destinata a riaffiorare quando l’ultimo granello di sabbia sarà scorsa dalla parte sottostante della clessidra. Quello sarà il punto di non ritorno, sarà il capolinea dal quale non potremmo più voltarci indietro, e forse sarà anche troppo tardi per renderci conto di aver avuto una vita soltanto.
Quello sarà il momento in cui il colore del cielo non avrà poi così tanta importanza più: che in cielo ci sia il Sole o la Luna, che sia sgombro di nuvole o grigio plumbeo, non avrà tanta importanza. A quel punto non avremo più occhi per vedere, o pelle per constatare pioggia, vento e calore; non avremo più nessuno dei sensi. O vedremo tutto ciò che ci verrà concesso di vedere da una prospettiva differente, inedita e privilegiata.