lunedì 9 giugno 2025

"'La gente non vota perché la democrazia è solida'. La supercazzola suprema di Bocchino" + "Video" + "Copertina".

 Il referendum indetto per l’8 e 9 giugno, come previsto, non ha raggiunto il quorum. Non è una cosa nuova: i referendum che hanno raggiunto il quorum sono da sempre pochi, circa la metà tra tutti quelli indetti, per cui neanche verrebbe da stupirsi nel leggere che solo il 30% di aventi diritto al voto si sia recato alle urne per esercitare il proprio diritto. Per qualcuno, potrebbe essere segno del fatto che, soprattutto per quanto riguarda i referendum, sarebbe meglio abbassare la soglia di raggiungimento del quorum se proprio non lo si vuole abolire del tutto.

Oggi il referendum avrebbe cambiato le sorti in due ambiti differenti: quello del mondo del lavoro e quello del mondo della cittadinanza, dando ai lavoratori maggiori sicurezze e stabilità, e agli immigrati un tempo minore per la richiesta di ottenimento della cittadinanza italiana. Tutto in fumo, in quanto il numero di persone che avrebbe dovuto esercitare il proprio diritto ha scelto, più o meno legittimamente, di starsene a casa o di andarsene al mare, dando credito a personaggi squallidi del mondo della politica, quali La Russa che, dall’alto della sua carica istituzionale, ha invitato i cittadini a non esercitare il proprio diritto di voto.

Quelle che si possono fare sono solo analisi oggi, o speculazioni e teorizzazioni su come sarebbero potute andare le cose se, ad esempio se la politica avesse dato modo ai cittadini di fidarsi della cosa pubblica nel corso degli anni. Nel marasma generale, però, c’è un nome mitologico appartenente al mondo di destra degli ultimi anni, tale Italo Bocchino, che non parecchio tempo fa, durante il programma Accordi & disaccordi condotto da Luca Sommi sul Nove. Tale Bocchino, durante un confronto televisivo, si era lanciato in un’analisi a dir poco surreale, quasi fantascientifica, in cui aveva affermato che “gli italiani non vanno a votare perché la nostra democrazia è solida”. Un teorema che naturalmente non sta in piedi sotto nessun punto di vista: la democrazia, infatti, almeno in teoria, si basa esattamente sul diritto di voto della popolazione, senza il quale non si potrebbe parlare più di democrazia, bensì di dittatura, in cui ad ordinare è l’uomo solo al comando, e al di sotto tutti coloro che, d’accordo o meno, eseguono ciò che viene loro ordinato.

Quella di Bocchino è forse una delle supercazzole più potenti che siano mai state sparate in televisione negli ultimi anni, e che riflette esattamente la pochezza argomentativa e culturale della stragrande maggioranza di persone che oggi rappresentano o votano a destra, che sia per questioni ideologiche o per questioni puramente istintive e di rifiuto radicale nei confronti di una certa sinistra ormai completamente scollata dalla realtà circostante e dalla situazione in cui versa la nostra nazione.