sabato 26 luglio 2025
Nonni.
martedì 22 luglio 2025
Aggiornamenti di vendita su “Il mio primo Interrail”.
sabato 19 luglio 2025
Tormento che omaggia Primo è la cosa più hip-hop di tutte.
giovedì 17 luglio 2025
Dove sono finiti i 1000 euro con un click?
“E allora sì, propaganda, propaganda” cantavano tre anni fa Colapesce e Dimartino in quel pezzo di Fabri Fibra dal titolo proprio Propaganda. E quale migliore propaganda se non quella di Giorgia Meloni, che è riuscita a scatenare una guerra tra poveri, convincendo gli strati bassi della società che il problema fossero i percettori del reddito di cittadinanza, descritti come divanisti e mangiapane a tradimento?
Giorgia
Meloni è la stessa che, a proposito di propaganda, nel marzo 2020, mentre
l’Italia versava in condizioni pietose per via della pandemia da covid-19,
propose in un video di dare “1000 euro con un click a qualunque italiano ne
avesse bisogno”. Tutto senza controlli, una proposta lanciata lì completamente
a caso, all’acqua di rose: “i controlli si faranno poi”, dice nel video, come
se i tempi della burocrazia nostrana lei non li conoscesse.
Oggi
la Meloni è al governo anche grazie a video-propaganda come questo, una
promessa elettorale di tante che se ne fanno e che come sempre cadono nel
dimenticatoio, e che invece dovrebbero pesare sul curriculum e sulla
valutazione che la popolazione fa di un personaggio o di una figura politica
nel momento esatto in cui ci si reca alle urne per apporre la propria “X” sulla
scheda elettorale.
venerdì 11 luglio 2025
“Arianna Meloni in lutto: ‘io e Giorgia non possiamo più fare shopping’” + “Copertina”.
Italia. Il paese della pizza, del mare e del mandolino.
Una nazione in cui il lavoro, oggi più che mai, risulta essere solo fonte di stress e non di guadagno, con una disoccupazione in calo, ma la povertà ed il rischio povertà in aumento (è del 32,8% la percentuale di persone rientranti in questa categoria), in cui bisogna iniziarsi seriamente ad interrogare cosa sia lavoro e cosa sia lavoro povero, altrimenti detto sfruttamento e schiavitù.
Una nazione in cui, a differenza di altri stati europei che stanno guardando al futuro, ancora non esiste, per legge, un salario minimo garantito, che possa mettere gli italiani nelle condizioni di poter guadagnare in virtù delle spese che si affrontano nella vita di tutti i giorni.
In questa nazione, in un contesto socio-economico decisamente impietoso, c’è uno psicodramma ancora maggiore: quello di Arianna Meloni, che, a causa della vita da premier della sorella Giorgia, lamenta un’impossibilità ancora maggiore di quella che vivono tanti italiani costretti a dover scegliere se mangiare, curarsi o pagare le bollette di luce e gas, ovvero “l’impossibilità di andare a fare shopping in centro”.
Una sofferenza, una rinuncia immane, difficile da spiegare e ancor più da accettare, e dalle quali le due sorelle Meloni dovrebbero essere tutelate, così come tantissimi altri politici appartenenti alla “casta”, che potrebbero ritrovarsi dall’oggi al domani senza neanche più un paio di mutande addosso per via dell’impossibilità di recarsi a fare shopping in centro.
Le parole di Arianna Meloni, barzellette a parte, sono invece l’emblema della strafottenza e del menefreghismo della classe politica italiana, avvitata su sé stessa, rinchiusa nel palazzo e che poco si cura della sofferenza dei più deboli e degli strati ultimi della società, costretta con salari da fame a decidere come portare avanti le loro vite, le loro esistenze, dovendo scegliere talvolta tra spese importanti e fondamentali e che nulla hanno a che vedere con lo shopping in centro.
Dopo simili affermazioni, un personaggio squallido come Arianna Meloni dovrebbe essere presa a spernacchiate in faccia dalla mattina alla sera e dovrebbe essere ricoperta di ridicolo. Questo forse in un paese serio, ma non in Italia: paese della pizza, del mare e del mandolino.
E anche della commedia all’italiana.
Fonte video: Italia Mattanza Official / canale YouTube.