“E allora sì, propaganda, propaganda” cantavano tre anni fa Colapesce e Dimartino in quel pezzo di Fabri Fibra dal titolo proprio Propaganda. E quale migliore propaganda se non quella di Giorgia Meloni, che è riuscita a scatenare una guerra tra poveri, convincendo gli strati bassi della società che il problema fossero i percettori del reddito di cittadinanza, descritti come divanisti e mangiapane a tradimento?
Giorgia
Meloni è la stessa che, a proposito di propaganda, nel marzo 2020, mentre
l’Italia versava in condizioni pietose per via della pandemia da covid-19,
propose in un video di dare “1000 euro con un click a qualunque italiano ne
avesse bisogno”. Tutto senza controlli, una proposta lanciata lì completamente
a caso, all’acqua di rose: “i controlli si faranno poi”, dice nel video, come
se i tempi della burocrazia nostrana lei non li conoscesse.
Oggi
la Meloni è al governo anche grazie a video-propaganda come questo, una
promessa elettorale di tante che se ne fanno e che come sempre cadono nel
dimenticatoio, e che invece dovrebbero pesare sul curriculum e sulla
valutazione che la popolazione fa di un personaggio o di una figura politica
nel momento esatto in cui ci si reca alle urne per apporre la propria “X” sulla
scheda elettorale.