Ornella Vanoni è stata una delle artiste più longeve della musica italiana, sia in termini anagrafici, sia in termini di carriera artistico-musicale, e negli ultimi anni ha saputo parlare a più generazioni, sia quelle più in là con gli anni, sia ai più giovani, che ne hanno apprezzato e condiviso le idee, l’ironia (anche quella nei confronti di sé stessa), gli aneddoti che di tanto in tanto raccontava negli eventi pubblici e in televisione (è stata ospite praticamente fissa da Fabio Fazio nel suo Che tempo che fa.).
Nel 2018 Ornella Vanoni partecipò al suo terzo festival di Sanremo, stavolta affiancata da Bungaro e Pacifico, lo fece con il brano Imparare ad amarsi, classificatosi quinto; durante una conferenza stampa le fu posta una domanda in merito allo scandalo che stava travolgendo il mondo dello spettacolo americano, in cui numerose attrici stavano denunciando di aver subito molestie da parte di importanti pezzi grossi dello showbusiness statunitense. In quell’occasione, la Vanoni fece emergere un chiaro esempio di solidarietà nei confronti di tutte le donne, mandando il proprio supporto ed il proprio pensiero nella fattispecie a tutte le donne che vivono momenti di disagio lontane dai riflettori, senza avere voce in capitolo, lì dove la vita scotta di più e impatta di meno sul mondo circostante. Quante donne ancora subiscono molestie (fisiche e verbali) senza che nessuno sappia niente, perché ancora oggi molte donne hanno paura a denunciare dei crimini inaccettabili e riprovevoli da parte di uomini mai fattisi tali.
Oggi, 25 novembre, giornata internazionale per l’eliminazione contro la violenza sulle donne, è bene ricordare queste parole di Ornella Vanoni, donna e artista libera fino alla fine della sua vita, affinché il peso della questione sociale che tutt’oggi ci portiamo appresso con noi riecheggi con insistenza e faccia riflettere tutti quanti, donne e (soprattutto) uomini di qualsiasi età, e ci si interroghi su cosa si possa fare per eliminare una volta e per tutte un cancro sociale come quello della violenza di genere, che può avvenire dappertutto, non solo su un set cinematografico, ma anche tra le mura domestiche, negli uffici e nei posti di lavoro.
Grazie, Ornella, per le tue parole. Che la terra ti sia lieve.