La vita è come un lungo giro in macchina: sai dove e quando inizi, ma non conosci il capolinea a cui tutti siamo destinati.
Qualcuno se la vive come una corsa continua, qualcun altro invece si gode gli stop fino all’ultima boccata d’aria, fermandosi ad ammirare tutti gli scorci più suggestivi che il percorso ha da offrire.
Si percorrono strade battute, strade cittadine, strade a scorrimento veloce, autostrade; a volte dobbiamo interfacciarci con altri utenti della strada poco carini e amichevoli, altre volte, proprio “on the road”, conosciamo persone squisite con cui si riesce subito a instaurare un bel legame, percorrendo un tratto di strada più o meno lungo insieme.
Ci sono salite, ci sono discese, che a volte ci rallentano, altre volte ci favoriscono; abbiamo il vento in spalla, e il vento in faccia; abbiamo il meteo avverso ed il meteo favorevole.
C’è chi viaggia al buio, lasciandosi guidare solo dalla buona luce delle stelle, e c’è chi invece preferisce viaggiare con la strada ben illuminata col Sole di mezzogiorno, per avere un quadro della situazione più chiaro.
Ci sono lavori in corso, deviazioni di percorso, stop, semafori e precedenze, rotonde della vita in cui tutti passiamo e in cui tutti prima o poi ne usciamo, in questo cerchio della vita, come quello cantato da Ivana Spagna.
Ognuno si gode il viaggio un po’ come può: si possono portare bagagli pesanti con sé per avere tutte le comodità del caso, così come si può partire scarichi di pesi e ci si può adattare a ciò che lì fuori il mondo ha da offrire.
Puoi guidare senza una meta per il piacere di farlo; puoi guidare con una destinazione ben precisa e preimpostata su Maps; puoi guidare da solo in una Smart o con una famiglia in una utilitaria, in una berlina o in una station wagon.
Ma nessun viaggio, in fin dei conti, può essere uguale per tutti, se non per una sola peculiarità: come inizia, da un momento all’altro può finire. L’importante, alla fine del giro, è avere la consapevolezza di aver lasciato una parte di sé in ogni angolo di mondo esplorato… E aver fatto in modo che un po’ di quell’angolo di mondo sia rimasto appiccicato sulla propria pelle finché sarà presente in Terra prima di esser reinserito in forma di cibo per un nuovo ciclo vitale.
Buon viaggio a tutti.