sabato 13 dicembre 2025

“‘Fight da faida’ è la più forte dichiarazione di guerra alle mafie” + “1”.

Voglio iniziare questo articolo con una frase molto provocatoria: il rap oggi promuove le organizzazioni criminali.

1994. L’Italia stava vivendo molto attentamente uno dei più grandi scandali della politica italiana, ovvero quello divenuto noto con il nome di “mani pulite”; solo due anni prima, in due attentati differenti, furono uccisi per mano di camorra i due magistrati Falcone e Borsellino, entrambi pienamente impegnati nella lotta alle organizzazioni criminali che da sempre seminano sangue e malaffare nella nostra nazione e nel mondo. Un detto vuole che l’Italia, oltre ad aver esportato la pizza e la pasta nel mondo abbia esportato anche la camorra, e ahinoi dare torto al detto risulta alquanto difficile.
Mentre nella politica tutto andava a scatafascio, nella musica italiana qualcosa girava piuttosto bene: Ligabue e Vasco Rossi erano ai vertici delle classifiche, rispettivamente con gli album A che ora è la fine del mondo? E Bollicine (1994 e 1993), segnando intere generazioni con la loro musica.
Anche il rap stava facendo breccia nella cultura nazionalpopolare, anche e soprattutto grazie alla spinta pop di gruppi come gli Articolo 31, consacrati al successo già dal loro primo disco Strade di città, uscito nel 1993.
Un altro nome destinato a diventare molto caldo fu anche quello di un artista rap oggi relegato un po’ ai margini, ma che all’epoca, con la sua scrittura, riuscì a imporsi di prepotenza: parlo di Frankie Hi-Nrg che nel 1994 fece irruzione all’interno della scena musicale rap con un disco intitolato Verba manent, che fa chiaramente riferimento al detto latino “verba volant, scripta manent”, ovvero “le parole volano, lo scritto rimane”, sovvertendo completamente il significato ed adattandolo al suo ruolo di artista rap politicamente e socialmente impegnato.
Molti di coloro che hanno iniziato a fare rap a cavallo tra fine degli anni ’90 e inizio degli anni 2000 (si vedano Fabri Fibra e Caparezza, per citarne due) riconoscono in Frankie una vera autorità, oltre che uno dei motivi per i quali hanno deciso di prendere in mano un foglio e una penna e di iniziare a scrivere testi.
Frankie all’interno di Verba manent aveva inserito anche una canzone-manifesto dal titolo Fight da faida, che in tanti riconoscono come un inno contro le mafie di qualsiasi colore e di qualsiasi provenienza geografica. Il periodo rende quella canzone un vero e proprio gioiello, oltre che un elettroshock di coscienze, in grado di dare lo scossone giusto e la giusta rilevanza ad una piaga sociale purtroppo tutt’oggi non ancora debellata. Se negli anni ’90 a fare male erano le bombe, oggi le mafie non combattono più con degli ordigni esplosivi, bensì con titoli di studio, lauree e cravatte, mischiandosi tra i banchi della politica, nei tribunali, nelle grandi aziende e nelle industrie che fanno girare il denaro importante.
Frankie Hi-Nrg in Fight da faida dimostrò di avere un’attenzione ed una sensibilità particolare per la tematica sociale legata alla piaga della malavita organizzata, e forse proprio per questo molti artisti del genere, nel corso degli anni, lo han trattato quasi da reietto, da emarginato, tolte sporadiche eccezioni come Fabri Fibra e Marracash, che ora in musica, ora nelle interviste, non hanno mai mancato di ricordarne le doti artistiche e comunicative ogni volta che c’era da parlare di Frankie.
E non è neanche un caso che Frankie, nonostante il successo riscosso tanto con Fight da faida, quanto con altri pezzi successivi (si vedano Quelli che benpensano o anche Rivoluzione), ad un certo punto abbia voluto per modo di dire “mollare” il rap, in quanto affrontava tematiche decisamente di nicchia, soprattutto considerando l’evoluzione subito dal genere in Italia (ma si potrebbe parlare di una evoluzione avvenuta su scala globale), e che lo ha visto affrontare tematiche via via sempre più frivole o, comunque, con più leggerezza.
Fight da faida in tal senso rappresenta quasi un unicum all’interno della discografia del genere rap nella penisola, non tanto per il periodo storico in cui uscì, in quanto all’epoca era sicuramente più comune ritrovarsi ad ascoltare brani che puntassero a risvegliare le coscienze su determinate problematiche sociali, ma proprio in linea generale per l’argomento trattato e per il modo in cui Frankie decide di affrontarlo, andandoci giù con una rappata molto dura in grado di scorrere molto liscia, e risultando un brano, per quanto espressivo e rappresentativo di una certa epoca storica, per paradosso anche una canzone senza tempo per i valori di legalità sociale che esprime.