giovedì 4 gennaio 2024

Ufficiale: abbiamo il nuovo disco dei Club Dogo.

Habemus album!
L’ufficialità della tracklist e della data di uscita del loro nuovo disco, dal titolo “Club Dogo” è arrivata ora, a poche ore di distanza dall’annuncio fatto da Spotify. Il nuovo disco dei Club Dogo uscirà tra esattamente dieci giorni, il 12 Gennaio 2024, tant’è che già in molti gridano ad un “capodanno prolungato”. Non ci resta che rovesciare la clessidra e aspettare che questi ultimi giorni di attesa passino!

mercoledì 3 gennaio 2024

La tracklist del disco dei Club Dogo.

Jake La Furia appena scattata la mezzanotte per questo 2024 ha postato una storia molto diretta, con il logo del Dogo e la scritta: “2024. The time has come”, ovvero “2024. Il momento è arrivato”.
E infatti, non sono passate neanche 48 ore, che Spotify, con una storia, la evidenziato una curiosità: tutte le playlist gestite da Spotify relative al mondo del rap italiano hanno cambiato la loro didascalia, che è mutata in qualcosa che negli ultimi mesi abbiamo imparato a riconoscere subito: “il sogno di ogni zanza si è avverato”, ovvero il claim che i Club Dogo hanno usato per annunciare il loro ritorno sul mercato discografico.
Ma non è tutto. Infatti, oltre al claim sopra citato, nelle descrizioni delle playlist sono presenti anche quelli che sembrano essere con ogni probabilità i titoli dei brani che vanno a comporre il loro prossimo progetto, di prossima uscita, anche se non si ha ancora una data certa (anche se sembra essere piuttosto vicina la data...).
Noi ne abbiamo trovati undici di brani. Voi ne avete individuati altri? Se sì, quali?

Un italiano, un francese e un tedesco.

Ci sono alcune note barzellette che cominciano con uno schema preciso, in cui a essere coinvolte sono sempre persone di diversa nazionalità, tra cui ovviamente anche un italiano.
Non si tratterà di una barzelletta, ma anche nel rap italiano ci sono stati (e ci sono tutt’ora) rapper italiani con altri rapper internazionali che collaborano realizzando canzoni a più mani, coinvolgendo più nazioni sulla stessa strumentale.
Ci sono stati casi passati, e casi anche più recenti, nell’underground e non, e i risultati sono stati sempre sorprendenti, in quanto arrivano a creare una miscellanea di suoni, di pronunce e di accenti non di poco conto. Scorrendo le slide trovate alcuni esempi con indicati anche le nazionalità degli artisti coinvolti.
Voi le conoscevate tutte le canzoni?

mercoledì 27 dicembre 2023

Qualcuno ha capito "P.E.S." Dei Club Dogo?

 














Ci sono brani che, per quanto banali, frivoli, spensierati, necessitano comunque di una certa comprensione, in quanto nel loro essere sempliciotte, contengono più chiavi di lettura e più livelli interpretativi.

Uno di questi può essere P.E.S. Dei Club Dogo, la loro hit del 2012, divenuta una canzone destinata a “mainstreamizzare” il trio milanese, e che al contempo ha attirato a sé parecchio hating per le sonorità decisamente più catchy e che strizzano parecchio l’occhio ai suoni nazionalpopolari. Eppure, se ci si sofferma a leggere bene il testo, gli argomenti erano, per la discografia dell’epoca, tutt’altro che “puliti” e “nazionalpopolari”.

 

Alcuni passaggi del testo.

Per poter spiegare il perché delle righe precedenti, bisogna partire proprio dal testo, fortemente criticato per la sua vuotezza.

Già il ritornello potrebbe parlare da solo: “sto lontano dallo stress / fumo un po’ e dopo gioco a P.E.S. / pato, mexes, Messi, valdez / fumo un po’ e dopo gioco a P.E.S. / accendo e dico oh yes / fumo un po’ e dopo gioco a P.E.S. / se mi riprendo oh-oh-oh yes / fumo un po’ e dopo gioco a P.E.S.”. Qui potrebbe iniziare e finire tutto: un momento di chilling e di relax passato a giocare a P.E.S. E a fumare. Sì, ma a fumare cosa?

A togliere ogni dubbio (ma solo a chi sa leggere tra le righe) ci pensano Jake e Gué nelle loro strofe, i quali, oltre a citare calciatori noti, quali Neymar, e console e videogiochi calcistici, quali PlayStation e X-Box, compiono giochi di parole e riferimenti camuffati al mondo delle droghe.

“Oggi voglio stare sul divano collassato” è l’incipit della strofa di Jake, che prosegue con “crossami la palla che rovescio”, facendo un parallelismo tra il pallone da calcio e la pallina di hashish. Anche la rovesciata prosegue con questo double entendre: se da un lato la rovesciata indica la famosa skill calcistica, dall’altro la rovesciata potrebbe: 1. Essere un modo per dire di essersi stonato dopo aver fumato troppo; 2. Essere un riferimento all’atto di rollare e chiudere uno spinello.

La menzione più diretta alla marijuana arriva alla metà della prima strofa, quando Jake rappa “tanto qui c’è birra e weeda, l’antidolorifico per la / partita”. Questa correlazione tra droghe e partite di calcio fu Jake stesso ad averla già fatta in Ragazzi fuori: “tutti come calciatori infortunati / escono in barella, tutti anestetizzati”, contenente il riferimento al fatto che alcune sostanze stupefacenti (si veda la cocaina) siano in grado di annullare la sensibilità fisica delle parti del corpo. Nel caso specifico della cocaina, ad esempio, chi la assume sniffandola perde la sensibilità della faccia.

Anche nella strofa di Gué son presenti riferimenti al mondo “4:20”: “slego il polso, occhio rosso, passo”, in cui ancora una volta il passaggio non è il passaggio della palla sul campo da calcio, ma anche quello di uno spinello da una persona ad un’altra.

 

Club Dogo: dalla gente per la gente.

In tanti furono ad accusare i Dogo di essersi venduti ed imborghesiti proprio dopo il successo del 2012 di P.E.S.. Eppure, P.E.S. Stessa, per quanto hit radiofonica e nazionalpopolare, aveva al centro un tema che riguardasse la gente comune: il chilling davanti alla PlayStation (o, come visto in queste righe, un momento in cui ci si rilassa consumando erba).

Anche durante il periodo promozionale di Noi siamo il Club, il trio, parlando del loro singolo di punta, commentava dicendo: “si tratta di una cosa che fanno molti ragazzi, e talvolta anche ragazze”, senza mai fare specifica e diretta allusione ad alcunché, quasi a voler celare il (praticamente palese) doppio senso del brano, al di là del videogioco riportato anche nel titolo.

Nella prima metà della strofa di Gué, a proposito di gente comune, è proprio a questi ultimi che rivolge un pensiero: “la g, la u, la è nel posto, senti come suona / dedicato a chi ha il diploma eppure non lavora / dedicato ai miei fratelli coi lavori strani / tipo che iniziano la sera fino all’indomani / per comprare nuove Nike e giochi della play”. “Dalla gente per la gente”, rappavano nel 2010, e nel 2012 le cose non potevano certo essere diverse. Ed è forse per questo che la riuscita di P.E.S. È stata così dirompente, in quanto semplice per il grande pubblico e senza particolari sovrastrutture, unite naturalmente ad un ritornello ed una melodia entrambe catchy.

 

Maria Giovanna.

Come già detto a inizio articolo, P.E.S. Nasconde nel suo sottotesto un continuo riferimento all’arcinota “Maria Giovanna” a cui in tanti e in tante epoche han dedicato canzoni, spesso camuffandone il nome.

Dalla Maria degli Articolo 31 fino alla Maria Salvador di J-Ax, citando ancora La mia signorina di Neffa, per arrivare fino alla più recente Bruno di Quentin40, in cui a essere il protagonista è il fumo, ovvero la controparte maschile, ma ben mascherato comunque dietro falso nome (o dietro nome gergale). Tra tutte, forse P.E.S. È quella meno esplicita, sebbene di riferimenti alla marijuana ce ne siano tante, come si è visto.

Voi ve ne eravate accorti di tutti questi riferimenti?

domenica 24 dicembre 2023

“Mary”: le nostre memorie.

Le memorie di Pietro.

Primavera 2022. Ero in Toscana da mia sorella, e mentre guardavamo la tv uscirono in televisione i Gemelli Diversi. Proprio parlando con mia sorella, lei mi confessò essere uno dei suoi gruppi preferiti durante la sua adolescenza, e ciò mi scaldò molto il cuore. I Gemelli riportano alla mente i momenti di vita passati nella nostra amata Trieste.

Quando il giorno del mio compleanno dello stesso anno mi ritrovai ad assistere al Coca-Cola Summer festival, vidi anche l’esibizione dei Gemelli Diversi, dove cantarono alcune canzoni del loro repertorio degne di nota. Sebbene non ci prestai molta attenzione preso dal cazzeggio coi miei amici, solo in un secondo momento mi imbattei, in seguito ad una ricerca, in Mary. La canzone mi colpì subito, mi piacque e mi commosse al contempo, per via della tematica, quella di una ragazzina abusata sessualmente dal padre. Nelle rime trasuda il bisogno di sfogarsi e di restituire all’ascoltatore uno spaccato di vita di quelli che (purtroppo) si verificano nella nostra società.

Pertanto potrei dire che, se da una parte i Gemelli Diversi rappresentano la gioia e la spensieratezza dell’infanzia triestina, dall’altra, con questa canzone, la mia preferita loro, han rappresentato l’adolescenza di tanti giovani sporcati e privati della loro purezza per mano di un mostro, che talvolta si cela dietro la maschera di un familiare.

 

Le memorie di Amedeo.

Quando nel 2010/2011 stavo scoprendo il rap dal primo computer della mia cameretta, mi imbattei, tra gli altri, anche nei Gemelli Diversi, che iniziai a seguire proprio da all’epoca. Il loro primo disco che comprai fu Senza fine – 98-09 (the greatest hits). Mentre la tracklist scorreva, partì Mary, che mi colpì per la crudezza delle scene che gli artisti rappresentavano in rima.

Dopo aver suonato con Pietro in questa sorta di Carpool karaoke dei poveri prima Risiko e poi il mashup tra Nessuno e Down by the river, ci venne spontaneo puntare su questa canzone dei Gemelli Diversi: Mary, per l’appunto, a cui entrambi abbiamo legato ricordi di vita diversi, ma ugualmente intensi, entrambi relativi alla nostra infanzia ed adolescenza. La proposta venne da Pietro, ma la appoggiai da subito di buon grado anche io. E questo è il risultato finale, frutto di un’ora di cazzeggio, di risate, di flop e di gaffe una dopo l’altra durante la registrazione del video.

“Mary” dei Gemelli Diversi non è una canzone realizzata a tavolino.

Chi dice che i Gemelli Diversi sono / sono stati un gruppo musicale pop leggero, forse di loro non ha capito poi molto. Per quanto possano essere diventati un gruppo riconosciuto a livello nazionale, i temi che trattavano rimanevano temi alquanto scottanti, spinosi.

Un esempio palese è la canzone Mary, in cui gli artisti narrano di un caso di violenza sessuale commessa da un padre ai danni della figlia, la quale si mette in fuga, correndo lontano dalla sua vecchia vita, in cerca di una rinascita.

Se Thema nella prima strofa inizia a parlare degli “abusi osceni del padre”, Grido nella seconda, dopo un bridge di Strano che trasuda di speranza, narra della nuova vita di Mary, con un marito ed una bambina che ama e che le han ridato vita, aiutandola a lasciarsi alle spalle certi demoni asfissianti.

Durante l’intervista fatta da Grido nel 2022 con Rebel Mag, Grido ha anche parlato di Mary, spiegando di quanto desse fastidio, sia a lui, sia a THG (così come a tutto il gruppo) la critica di chi sosteneva che quella iconica canzone fosse una canzone costruita a tavolino. A detta di Grido si trattò anche della goccia che fece traboccare il vaso durante il periodo del dissing tra i Gemelli Diversi e Fabri Fibra, in quanto anche quest’ultimo sparò a zero su Mary.