giovedì 4 gennaio 2024
Ufficiale: abbiamo il nuovo disco dei Club Dogo.
mercoledì 3 gennaio 2024
La tracklist del disco dei Club Dogo.
Un italiano, un francese e un tedesco.
domenica 31 dicembre 2023
mercoledì 27 dicembre 2023
Qualcuno ha capito "P.E.S." Dei Club Dogo?
Ci sono brani che, per quanto
banali, frivoli, spensierati, necessitano comunque di una certa comprensione,
in quanto nel loro essere sempliciotte, contengono più chiavi di lettura e più
livelli interpretativi.
Uno di questi può essere P.E.S. Dei Club Dogo, la loro hit del
2012, divenuta una canzone destinata a “mainstreamizzare” il trio milanese, e
che al contempo ha attirato a sé parecchio hating per le sonorità decisamente
più catchy e che strizzano parecchio l’occhio ai suoni nazionalpopolari.
Eppure, se ci si sofferma a leggere bene il testo, gli argomenti erano, per la
discografia dell’epoca, tutt’altro che “puliti” e “nazionalpopolari”.
Alcuni
passaggi del testo.
Per poter spiegare il perché
delle righe precedenti, bisogna partire proprio dal testo, fortemente criticato
per la sua vuotezza.
Già il ritornello potrebbe
parlare da solo: “sto lontano dallo stress / fumo un po’ e dopo gioco a P.E.S. / pato, mexes, Messi, valdez /
fumo un po’ e dopo gioco a P.E.S. /
accendo e dico oh yes / fumo un po’ e dopo gioco a P.E.S. / se mi riprendo oh-oh-oh yes / fumo un po’ e dopo gioco a P.E.S.”. Qui potrebbe iniziare e finire
tutto: un momento di chilling e di relax passato a giocare a P.E.S. E a fumare. Sì, ma a fumare cosa?
A togliere ogni dubbio (ma solo a
chi sa leggere tra le righe) ci pensano Jake e Gué nelle loro strofe, i quali,
oltre a citare calciatori noti, quali Neymar, e console e videogiochi
calcistici, quali PlayStation e X-Box, compiono giochi di parole e riferimenti
camuffati al mondo delle droghe.
“Oggi voglio stare sul divano
collassato” è l’incipit della strofa di Jake, che prosegue con “crossami la
palla che rovescio”, facendo un parallelismo tra il pallone da calcio e la
pallina di hashish. Anche la rovesciata prosegue con questo double entendre: se
da un lato la rovesciata indica la famosa skill calcistica, dall’altro la
rovesciata potrebbe: 1. Essere un modo per dire di essersi stonato dopo aver
fumato troppo; 2. Essere un riferimento all’atto di rollare e chiudere uno
spinello.
La menzione più diretta alla
marijuana arriva alla metà della prima strofa, quando Jake rappa “tanto qui c’è
birra e weeda, l’antidolorifico per la / partita”. Questa correlazione tra
droghe e partite di calcio fu Jake stesso ad averla già fatta in Ragazzi fuori: “tutti come calciatori
infortunati / escono in barella, tutti anestetizzati”, contenente il
riferimento al fatto che alcune sostanze stupefacenti (si veda la cocaina)
siano in grado di annullare la sensibilità fisica delle parti del corpo. Nel
caso specifico della cocaina, ad esempio, chi la assume sniffandola perde la
sensibilità della faccia.
Anche nella strofa di Gué son
presenti riferimenti al mondo “4:20”: “slego il polso, occhio rosso, passo”, in
cui ancora una volta il passaggio non è il passaggio della palla sul campo da
calcio, ma anche quello di uno spinello da una persona ad un’altra.
Club
Dogo: dalla gente per la gente.
In tanti furono ad accusare i
Dogo di essersi venduti ed imborghesiti proprio dopo il successo del 2012 di P.E.S.. Eppure, P.E.S. Stessa, per quanto hit radiofonica e nazionalpopolare, aveva
al centro un tema che riguardasse la gente comune: il chilling davanti alla
PlayStation (o, come visto in queste righe, un momento in cui ci si rilassa
consumando erba).
Anche durante il periodo
promozionale di Noi siamo il Club, il
trio, parlando del loro singolo di punta, commentava dicendo: “si tratta di una
cosa che fanno molti ragazzi, e talvolta anche ragazze”, senza mai fare
specifica e diretta allusione ad alcunché, quasi a voler celare il
(praticamente palese) doppio senso del brano, al di là del videogioco riportato
anche nel titolo.
Nella prima metà della strofa di
Gué, a proposito di gente comune, è proprio a questi ultimi che rivolge un
pensiero: “la g, la u, la è nel posto, senti come suona / dedicato a chi ha il
diploma eppure non lavora / dedicato ai miei fratelli coi lavori strani / tipo
che iniziano la sera fino all’indomani / per comprare nuove Nike e giochi della
play”. “Dalla gente per la gente”, rappavano nel 2010, e nel 2012 le cose non
potevano certo essere diverse. Ed è forse per questo che la riuscita di P.E.S. È stata così dirompente, in
quanto semplice per il grande pubblico e senza particolari sovrastrutture,
unite naturalmente ad un ritornello ed una melodia entrambe catchy.
Maria
Giovanna.
Come già detto a inizio articolo,
P.E.S. Nasconde nel suo sottotesto un
continuo riferimento all’arcinota “Maria Giovanna” a cui in tanti e in tante
epoche han dedicato canzoni, spesso camuffandone il nome.
Dalla Maria degli Articolo 31
fino alla Maria Salvador di J-Ax, citando ancora La mia signorina di Neffa, per arrivare fino alla più recente Bruno di Quentin40, in cui a essere il
protagonista è il fumo, ovvero la controparte maschile, ma ben mascherato
comunque dietro falso nome (o dietro nome gergale). Tra tutte, forse P.E.S. È quella meno esplicita, sebbene
di riferimenti alla marijuana ce ne siano tante, come si è visto.
Voi ve ne eravate accorti di tutti questi riferimenti?
domenica 24 dicembre 2023
“Mary”: le nostre memorie.
Le memorie di Pietro.
Primavera 2022. Ero in Toscana da mia sorella, e mentre guardavamo la tv uscirono in televisione i Gemelli Diversi. Proprio parlando con mia sorella, lei mi confessò essere uno dei suoi gruppi preferiti durante la sua adolescenza, e ciò mi scaldò molto il cuore. I Gemelli riportano alla mente i momenti di vita passati nella nostra amata Trieste.
Quando il giorno del mio compleanno dello stesso anno mi ritrovai ad assistere al Coca-Cola Summer festival, vidi anche l’esibizione dei Gemelli Diversi, dove cantarono alcune canzoni del loro repertorio degne di nota. Sebbene non ci prestai molta attenzione preso dal cazzeggio coi miei amici, solo in un secondo momento mi imbattei, in seguito ad una ricerca, in Mary. La canzone mi colpì subito, mi piacque e mi commosse al contempo, per via della tematica, quella di una ragazzina abusata sessualmente dal padre. Nelle rime trasuda il bisogno di sfogarsi e di restituire all’ascoltatore uno spaccato di vita di quelli che (purtroppo) si verificano nella nostra società.
Pertanto potrei dire che, se da una parte i Gemelli Diversi rappresentano la gioia e la spensieratezza dell’infanzia triestina, dall’altra, con questa canzone, la mia preferita loro, han rappresentato l’adolescenza di tanti giovani sporcati e privati della loro purezza per mano di un mostro, che talvolta si cela dietro la maschera di un familiare.
Le memorie di Amedeo.
Quando nel 2010/2011 stavo scoprendo il rap dal primo computer della mia cameretta, mi imbattei, tra gli altri, anche nei Gemelli Diversi, che iniziai a seguire proprio da all’epoca. Il loro primo disco che comprai fu Senza fine – 98-09 (the greatest hits). Mentre la tracklist scorreva, partì Mary, che mi colpì per la crudezza delle scene che gli artisti rappresentavano in rima.
Dopo aver suonato con Pietro in questa sorta di Carpool karaoke dei poveri prima Risiko e poi il mashup tra Nessuno e Down by the river, ci venne spontaneo puntare su questa canzone dei Gemelli Diversi: Mary, per l’appunto, a cui entrambi abbiamo legato ricordi di vita diversi, ma ugualmente intensi, entrambi relativi alla nostra infanzia ed adolescenza. La proposta venne da Pietro, ma la appoggiai da subito di buon grado anche io. E questo è il risultato finale, frutto di un’ora di cazzeggio, di risate, di flop e di gaffe una dopo l’altra durante la registrazione del video.