mercoledì 27 novembre 2024
Lazza, “Overfoure” e il concerto al san Siro.
domenica 24 novembre 2024
"'Again', l'inedito di Pino Daniele, verrà presentato in anteprima oggi al Diego Armando Maradona prima della partita contro la Roma" + "1".
È tutto vero: oggi, prima della
partita Napoli-Roma che si disputerà alle ore 18:00 allo stadio Diego Armando
Maradona, risuonerà un nuovo singolo di Pino Daniele dal titolo Again.
Pino, simbolo di Napoli nel
mondo, venuto a mancare il 4 gennaio 2015, è riuscito a segnare, musicalmente
parlando, ben più di una generazione con brani di successo come Yes i know my way, A me me piace ‘o blues, Je so’
pazzo, Quanno chiove, eccetera
eccetera, e fino al giorno della sua scomparsa ha mantenuto un legame
indissolubile con la sua terra natia. Oggi verrà presentato Again, nuovo singolo postumo di Pino,
che verrà rilasciato per la Warner Music Italy il giorno 29 novembre 2024.
A distanza di quasi dieci anni dalla sua scomparsa, Pino è come se da Napoli non se ne fosse mai andato, incarnando ancora dei valori che la città non ha mai dimenticato e non dimenticherà negli anni a seguire. La carne sarà anche mortale, ma la musica rimane in eterno.
sabato 23 novembre 2024
“1” + “2” + “3” + “4” + “5” + “7” + “8” + “9” + “Gué-Marracash-Salmo: foto storiche e dove trovarle”.
Ci sono delle foto iconiche del rap italiano che rappresentano un periodo, un momento importante per la scena, e che rimangono impresse nella mente dei fan.
Questa foto di Marracash, Gué e Salmo, risalente al 2016, li ritrae insieme mentre erano sul set di Salvador Dalì, singolo estratto da Santeria, il cui videoclip vede proprio la regia di Salmo, da sempre appassionato di videomaking.
Questa foto ve la ricordavate?
domenica 10 novembre 2024
“Una canzone di Adriano Celentano che (forse) non tutti conoscono” + “Cover”.
Adriano Celentano è un artista che è riuscito a fare successo, nel corso della sua carriera, anche all’estero, sia con la sua carriera come musicista, sia con la sua carriera come attore.
Oggi Adriano Celentano, sebbene le sue apparizioni si siano parecchio ridotte rispetto al passato, rimane comunque un’icona della musica italiana.
Celentano ha la particolarità di non rilasciare assai featuring in giro, e pertanto è poco presente sui dischi dei suoi colleghi, ma ci sta una canzone che forse pochi conoscono. La canzone in questione porta il titolo di Toscana fanboys, ed è inclusa nel disco Love songs del cantante tedesco Peter Fox. Nel video trovate un piccolo assaggio del brano.
A Rollingstone, Peter Fox ha raccontato di ave trascorso due settimane in Toscana per delle sessioni musicali, durante le quali han cercato di coinvolgere nel pezzo alcuni artisti italiani. A proposito della collaborazione con Adriano Celentano, ha anche affermato essere una cosa fantastica avere una figura come lui nel brano. Ha anche dichiarato essere in qualche modo merito del suo manager Markus se è riuscita ad andare in porto questa collaborazione tra Peter Fox e Adriano Celentano.
giovedì 31 ottobre 2024
5 anni di “Persona”.
martedì 29 ottobre 2024
“La fabbrica dei risarcimenti di Pillon & co.” + “Cover”.
J-Ax in un pezzo di 10 anni fa cantava: “persone senza onore qui le chiamano onorevoli”. Pur non facendo nomi, tantissime sono le persone, gli “onorevoli” (o per meglio dire i “dis-onorevoli”) che potrebbero essere i destinatari di questa frase.
È il 2021, quando al senato viene affossato il ddl Zan che avrebbe inasprito le pene nei confronti di chi commette reati omo-trans-fobici, che porta il nome di Alessandro Zan (Partito Democratico). All’affossamento del ddl in questione, a festeggiare è tutta l’ala destra dell’emiciclo, sempre pronti a remare contro qualsiasi forma di senso civico e contro qualsiasi azione di buonsenso.
A festeggiare c’è anche lui, Simone Pillon, “senatùr” leghista che un giorno sì e l’altro pure inveisce contro il mondo lgbtqi+, al punto da arrivare ad essere condannato per diffamazione nei confronti dell’associazione Omphalos Lgbti+, accusata di fare “una propaganda unidirezionale e celebrativa dell’omosessualità, con l’intento di coinvolgere i minorenni in attività a sfondo esibizionistico/erotico, svolte presso l’associazione”. Secondo la sentenza, Pillon avrebbe additato l’associazione come “istigatrice dell’omosessualità” (?) E “soggetto che distribuisce materiale pornografico” (!!!).
All’affossamento del ddl Zan, Pillon e soci leghisti hanno subito prontamente festeggiato sui loro social, con foto e video provocatori in cui si inneggia al “salvataggio dell’Italia dalle teorie del gender che stanno rovinando le nuove generazioni”. Risultato? Una valanga di commenti e di insulti, più o meno veementi, che rientrano nel diritto di critica e nella libertà di espressione (che peraltro Pillon & soci han sempre difeso a spada tratta, rivendicando anche di utilizzare parole oscene nei confronti di determinate categorie di persone). Peter Gomez ha specificato sul sito de Il fatto quotidiano.It: “ci limitiamo a ricordare che la libertà di parola nasce nel 700 con la rivoluzione rancese per poter parlare male di coloro i quali erano al potere. Per per parlarne bene, infatti, c’erano già i cortigiani. E oggi è davvero difficile parlar bene di questi nostri tre ex rappresentanti” (Simone Pillon, Stefano Lucidi e Guglielmo Golinelli, tutti e tre ex parlamentari della Lega).
Forse però la libertà di parola e di espressione, la libertà di ruttare in pubblico nei comizi con contenuti diffamatori e basati sul nulla forse vale solamente per loro. Si è scoperto, infatti, che Simone Pillon (in compagnia dei suoi colleghi) si è rivolto ad uno studio legale di Modena (tale Studio Legale Virgili) per far sì che quest’ultimo lo difendesse dalle critiche e dagli insulti ricevuti per via delle sue uscite davvero polarizzanti e decisamente criticabili e attaccabili. Una valanga di lettere sono state inviate ai malcapitati, con richieste di risarcimento di cifre ingenti che potevano sforare anche i 20mila euro per “diffamazione aggravata nei confronti dell’ex senatore”.
A far scoppiare il caso è stato Thomas Mackinson, che ha portato a galla sul giornale diretto da Gomez e Travaglio, questa enorme macchina di risarcimenti che nasconde del marcio dietro: una macchina basata essenzialmente sulla paura volta ad agire nei confronti di poveri malcapitati che non riescono a distinguere “una lettera raccomandata da un atto giudiziale”. Nella lettera solo una alternativa: paga il risarcimento per i commenti oppure vai a processo. In pratica: un’estorsione bella e buona.
Come spiega l’avvocato Luca Zenaldi all’interno di questo servizio de Le iene realizzato da Roberta Rei, la corretta procedura prevede, in caso ci si senta diffamati, la presentazione di una querela che viene esaminata dal pubblico ministero il quale decide se effettivamente sussiste la diffamazione, e dunque eventualmente rinvia al giudizio. Ebbene, in tale macchina manca esattamente il passaggio della presentazione di querela da far esaminare al pubblico ministero. In buona sostanza, l’azione avviata da Pillon e dallo studio legale a cui si è rivolto è nient’altro che una pesca a strascico che sulla legge dei grandi numeri tenta di acchiappare quanti più pesci disposti a pagare, un po’ per vergogna, un po’ per levarsi dalle grane. Ed infatti in tanti han pagato.
In questi 8 minuti e poco più di servizio de Le iene, la Rei ha parlato di tutta la situazione riguardante l’ex “senatùr” leghista, andando anche ad intervistarlo circa tutta la faccenda.
Un noto detto italiano recita che “sono tutti froci con il culo degli altri”: in questo caso, si potrebbe affermare che richiedono tutti libertà di espressione, almeno finché non si finisce al centro di shitstorm volutamente create e ricercate a tavolino.
(Servizio de Le iene di Novembre 2022).